Un gruppo di 12 investitori e produttori indipendenti impegnati nello sviluppo di nuova capacità rinnovabile e di sistemi di accumulo ha pubblicato sui principali quotidiani italiani un appello alle istituzioni sul cosiddetto Dl Bollette, chiedendo al Governo, “in particolare a Mase, Mimit e Presidenza del Consiglio”, “un indirizzo chiaro e coordinato per sostenere la crescita sostenibile del sistema elettrico anche dal punto di vista economico”.
Nel testo, i firmatari osservano che “il costo dell’energia in Italia è troppo elevato” e che il decreto, pur intervenendo con misure specifiche come quella sull’Ets, “non interviene su fattori strutturali come l’eccessiva dipendenza dalla generazione da fonti fossili”, il cui approvvigionamento prevalentemente importato espone il Paese a forti fluttuazioni e a rischi per la sicurezza energetica.
Alla luce dei recenti sviluppi geopolitici e delle crescenti tensioni in Medio Oriente, le aziende sottolineano che le rinnovabili e i sistemi di accumulo sono già oggi le tecnologie più economiche. Ciò è confermato anche dagli esiti delle recenti aste Fer e Macse in Italia, tuttavia le aziende avvertono che alcune misure di breve periodo previste dal decreto “indeboliranno la fiducia degli investitori”, rallentando nuovi investimenti e il conseguente calo strutturale dei prezzi.
L’appello, firmato da Absolute Energy, Bw Ess, ContourGlobal, Encavis, GreenGo, Matrix Renewables, Nadara, OX2, Recurrent Energy, Sphera Energy, Sonnedix, Zelestra Italia, avanza quattro proposte operative: definizione immediata di un calendario pluriennale stabile e coerente con Pniec e Pnrr per aste Fer e Bess, accompagnato da certezza normativa e da una maggiore rapidità nel permitting e nell’accesso alle reti; estensione del Macse all’intero territorio nazionale e la garanzia che le prossime aste siano realmente contendibili, introducendo meccanismi che assicurino pari opportunità ai nuovi operatori e preservando la neutralità tecnologica nel Capacity Market; sviluppo di Ppa di mercato accessibili anche alle Pmi, favorendo consorzi d’acquisto e prevedendo la possibilità che il Gse faciliti l’accesso e rafforzi la bancabilità dei progetti; evitare distorsioni del meccanismo Ets che penalizzino i consumatori di energia rinnovabile, allocando il costo “in modo proporzionale al contenuto emissivo effettivo di ciascuna fornitura energetica”.
Gli Independent Power Producers (Ipp) rappresentano una componente centrale della produzione elettrica utility-scale rinnovabile in Italia e includono operatori nazionali e piattaforme internazionali controllate da fondi infrastrutturali e private equity globali quali Kkr, Eqt, J.P. Morgan Asset Management o I Squared Capital. Secondo stime di settore, in Italia sono attive circa 30 piattaforme rinnovabili indipendenti, con una capacità utility-scale che potrebbe raggiungere complessivamente circa 15 GW e una produzione annua superiore a 25 TWh. Negli ultimi dieci anni, questi operatori hanno mobilitato oltre 20 miliardi di euro di capitali per lo sviluppo di impianti rinnovabili e sistemi di accumulo, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica del Paese.