L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente modificando industria, servizi, ricerca e organizzazione del lavoro e pone all’Italia una questione che non è soltanto tecnologica, ma industriale e strategica: come trasformare l’innovazione in crescita, competitività e autonomia tecnologica.
È questo il filo conduttore di Feuromed Future Lab 2026, svoltosi oggi alla Fiera del Levante di Bari, dove istituzioni, imprese, università, centri di ricerca ed esperti si sono confrontate sulle trasformazioni determinate dall’Ia e sulla necessità di una nuova politica industriale capace di accompagnare il cambiamento. La giornata mette al centro quattro grandi questioni: ricerca e trasferimento tecnologico, competitività delle imprese, sicurezza e sovranità tecnologica, governance dell’innovazione e infrastrutture digitali. Un confronto che guarda all’Italia e all’Europa, con particolare attenzione al ruolo che il Mezzogiorno può assumere nella nuova geografia tecnologica e industriale.
Ad aprire i lavori è stato Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari e Bat, mentre tra gli interventi della giornata quello di Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, dedicato al rapporto tra robotica e Intelligenza Artificiale e alle trasformazioni che queste tecnologie produrranno nell’industria, nei servizi e nella vita quotidiana. Sul rapporto tra ricerca e industria sono intervenuti , tra gli altri, Manuel Roveri, professore ordinario del Politecnico di Milano e vice-direttore del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, con un focus sull’Ia come leva per aumentare la competitività delle imprese, e Michele Ruta, professore ordinario dell’Università degli Studi di Bari. Nel confronto è intervenuto anche Luciano Violante, già presidente della Camera dei Deputati. Uno dei nodi centrali del Future Lab ha riguardato la sicurezza delle infrastrutture e dei sistemi di IA e la capacità dell’Italia e dell’Unione europea di rafforzare la propria autonomia tecnologica.
Su “Ia, sicurezza e sovranità tecnologica” è intervenuto Carmelo Antonio Ardito, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni al Politecnico di Bari e direttore del nodo locale del Cini Cybersecurity National Lab . La sicurezza dei dati, la cybersecurity e la disponibilità di infrastrutture e competenze diventano così elementi direttamente connessi alla competitività industriale e alla capacità del Paese di governare la trasformazione digitale. Il confronto ha affrontato quindi il rapporto tra Intelligenza Artificiale e politica industriale. La questione infatti non riguarda soltanto l’adozione delle nuove tecnologie, ma la capacità del sistema produttivo di trasformarle in investimenti, produttività e nuovo valore. Su questo tema e' intervenuto Andrea Pagnin, Chief Business Officer di Generative Biotics, mentre il confronto sulla governance dell’innovazione si e' concentrato sulla strategia italiana ed europea per l’Ia e sull’evoluzione del quadro regolatorio.
Tra i protagonisti di questa sessione, Brando Benifei, eurodeputato e relatore del Parlamento europeo per l’Ai Act, e Andrea Zincone, partner di Eversheds Sutherland Studio Legale, chiamati ad approfondire il rapporto tra regolazione, innovazione e competitività delle imprese. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del Mezzogiorno nella costruzione della nuova geografia digitale europea. Data center, infrastrutture energetiche e digitali, competenze e capacità di attrarre investimenti rappresentano infatti alcuni dei fattori destinati a incidere sulla distribuzione territoriale della nuova economia dell’Ia. Al confronto partecipano Angelo Brutto, consigliere della Regione Calabria; Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia; Gianluigi De Gennaro, responsabile scientifico del CeRba e professore associato dell’Università degli Studi di Bari; Ignazio Macaluso, Associate Director Risk Management e AI Innovation Lead for Italy di Turner & Townsend; Daniele Petecchi, Global Head of Data, AI and R&D Solutions di Pirelli.
Il quadro scientifico e istituzionale è completato dall’intervento di Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria e coordinatore del Comitato di esperti del Governo per la Strategia Nazionale sull’Intelligenza Artificiale. La giornata si chiude con una riflessione sulle prospettive del Paese e sulla necessità di costruire un ecosistema capace di tenere insieme innovazione tecnologica, crescita economica, lavoro e competenze. Tra gli interventi quello di Marco Bentivogli, coordinatore di Base Italia, e di Patrizio Bianchi, già ministro dell’Istruzione, nell’ambito del confronto dedicato alla costruzione dell’Italia dell’Intelligenza Artificiale.
La scelta di Bari non è casuale. Il capoluogo pugliese rappresenta un punto di connessione tra Europa e Mediterraneo e un territorio nel quale si intrecciano università, ricerca, imprese, infrastrutture e nuove opportunità di investimento. La Fiera del Levante diventa così il luogo di un confronto sulla trasformazione in corso e, insieme, sulla possibile evoluzione della geografia industriale e tecnologica italiana