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Fieg, all'informazione nella manovra solo briciole

Anche con emendamenti finirebbe un settimo dei fondi a sostegno del cinema e degli spettacoli dal vivo

03 dicembre 2024 | 15.07
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Sono solo 'briciole' quelle che potrebbero finire al settore dell'informazione, visto che nella legge di Bilancio in discussione in Parlamento, gli interventi a sostegno del settore all’inizio non erano nemmeno previsti. Ma se arriverà il via libera agli emendamenti presentati nei giorni scorsi dalle forze politiche il totale potrebbe salire intorno a 140 milioni. Infatti gli interventi a sostegno dell’editoria proposti come emendamento al ddl Bilancio assommano a 136,6 milioni con una proposta di Forza Italia e 145,6 milioni con una proposta del Pd. Il tutto a fronte 1,06 miliardi di fondi che nella manovra si stanziano a sostegno del cinema e degli spettacoli dal vivo (enti lirici, musica, teatro, danza e circhi). La Fieg, la Federazione italiana degli editori di giornali, va all’attacco contro i fondi limitati per un settore, quello dell’informazione, in crisi e con necessità di un rilancio, sottolineando che destinare circa 140 milioni all’editoria giornalistica nel bilancio dello Stato del prossimo anno, ripartendoli fra le imprese della filiera (editori, rete di vendita e distribuzione della stampa, e per gli investimenti radio e televisioni) significa destinare a garanzia di una informazione plurale e di qualità un settimo di quanto si dà al cinema, alla lirica, alla danza e ai circhi e poco più di un millesimo di quanto si è speso per il Superbonus. I fondi richiesti sono destinati a garantire un’offerta di informazione di qualità, cartacea e online, con un contributo rapportato alle copie vendute e agli utenti dei siti di informazione professionale. Fondi che serviranno anche ad incentivare gli investimenti orientati all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale nel settore dell’editoria. Il futuro sia per i quotidiani, che per i periodici, le agenzie di stampa e le imprese radiofoniche e televisive. I finanziamenti potranno essere utilizzati per sostenere la rete di vendita e di distribuzione della stampa, in particolare nei piccoli comuni e nelle aree sprovviste di edicole. «Il sostegno all’editoria giornalistica è un sostegno al pluralismo, valore fondante del funzionamento della democrazia», sottolinea la Fieg. «La stampa con la sua offerta di informazione autorevole, attendibile e verificata è presidio essenziale alla libertà e pilastro della vita democratica. Per garantire tale ruolo le imprese che operano nell’informazione cartacea e nella Rete devono avere risorse adeguate». Risorse che, al momento, appaiono piuttosto esigue rispetto a quanto garantito al mondo dello spettacolo. Nella cinematografia dal 2017, ad esempio, c’è il credito d’imposta per finanziare le produzioni italiane. Numerosi sussidi, seppur di diverso tipo, esistono per i teatri, per chi organizza concerti e persino per spettacoli circensi. Nell’insieme il «comparto spettacolo» è sostenuto da una pioggia di risorse pubbliche. «Il sostegno pubblico per l’attività editoriale di quotidiani e periodici in osservanza del principio del pluralismo dell’informazione è invece infinitamente inferiore», sostiene il sindacato degli editori. Occorrebbero invece maggiori risorse anche per dare più spazio alle voci radicate nelle realtà locali e all’evoluzione del mercato editoriale verso il digitale.

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