Un terzo delle materie prime utilizzate per la produzione di fertilizzanti transitano per lo Stretto. "Grande preoccupazione" per gli agricoltori italiani che, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, subirebbero rincari aggiuntivi.
Azoto, ammoniaca, fosforo, materie prime utilizzate per la produzione di fertilizzanti agricoli. Un terzo del commercio globale di queste merci transita per lo stretto di Hormuz. Una potenziale chiusura “desta grande preoccupazione”. I fertilizzanti, dallo scoppio della guerra in Ucraina, “hanno mantenuto un prezzo più alto del 46% rispetto a quanto era in precedenza, e non dimentichiamo l’energia che è aumentata del 66%. Il rischio è quello di un ulteriore aumento” dice all’Adnkronos Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia. Una situazione che porterà a rincari su tutta la filiera, dal produttore al consumatore. Comincioli auspica per una veloce risoluzione del conflitto “che penalizza i mercati e la società”. La durata del conflitto sarà fondamentale per metabolizzare le conseguenze, ma “non dipende da noi”. “Possiamo solo assistere e portare le nostre istanze davanti ai governi – afferma -, che devono sovrintendere eventuali speculazioni. In caso di breve durata temo ci saranno più speculazioni che conseguenze dirette”. L’export agroalimentare lombardo ha superato i 50 miliardi di euro, ma la crisi in Medioriente e la situazione sui mercati internazionali che “dovranno confrontarsi con nuovi accordi bilaterali e importazioni che arriveranno con accisa zero, mettendo a rischio alcune colture” mantiene alto il livello di allerta.
Alcuni settori “sono già in difficoltà” a causa di prezzi di molto ribassati, “in particolare per produzioni eccedentarie a livello globale – evidenzia -, ma anche per importazioni che vengono fatte e che non hanno rispondenza con quelle che sono le nostre liste di reciprocità dal punto di vista sanitario e qualitativo che viene richiesto ai prodotti europei”. Una concorrenza sullo scaffale che mette in difficoltà i prodotti italiani. L’associazione mantiene contatti quotidiani con governo e ministeri “per tutte le attenzioni necessarie”. Il prossimo martedì, 10 marzo, Coldiretti scenderà per le strade di Milano, come già fatto lo scorso 4 marzo a Napoli. Una manifestazione davanti Palazzo Pirelli per portare le proprie istanze e preoccupazioni alle autorità regionali. “Dobbiamo dare prospettiva e futuro all'attività agricola, garantire l'efficienza delle produzioni, sburocratizzare e sostenere l'innovazione per il miglioramento della gestione delle attività – sottolinea Comincioli -. L'efficientamento e il miglioramento tecnologico aiuteranno a migliorare le prestazioni, le capacità di organizzazione lavorativa e un miglioramento della produzione”.