Iran, Wolff (Bruegel): "Rischio penuria armi per Ucraina e Taiwan con boom domanda Usa e Israele"

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06 marzo 2026 | 17.19
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Non solo energia e turismo, la guerra impatta anche il mercato delle armi con il rischio che l'extra domanda da Usa, Israele e paesi Golfo riduca le disponibilità per Ue, Ucraina e Taiwan. Così in un'intervista all'Adnkronos, l'economista Guntram Wolff, senior fellow e già direttore del think tank Bruegel di Bruxelles. "La guerra, come evidente, sta provocando importanti sovvertimenti nel mercato energetico. E' stata una settimana molto turbolenta fatta di sù e giù ma essenzialmente la reazione del mercato del petrolio e del gas dipenderà dalla durata del conflitto e dall'intensità delle interruzioni, per i danni alle infrastrutture e ai trasporti", sottolinea l'esperto.

Ad ogni modo "finora i danni fisici alle infrastrutture sono stati relativamente limitati ma tutto dipenderà dalla durata della crisi", osserva Wolff, prefigurando due scenari. "Uno più ottimista nel quale si raggiunga un compromesso abbastanza presto perché nessuna delle parti coinvolte ha interesse ad una guerra lunga e devastante" e d'altra parte "le "capacità belliche dell'Iran sono limitate, quindi non dovrebbe essere troppo ostile ed uno più avverso in cui la guerra potrebbe protrarsi ulteriormente", spiega. Un altro effetto della crisi da non sottovalutare è che accrescerà la corsa agli arsenali di Usa, Israele e Stati del Golfo e relativa domanda, questo rischia di limitare l'offerta per l'Ucraina , Ue e Tawain", scandisce l'esperto.

Intanto il conflitto sta impattando in modo rilevante anche il turismo della regione ed il transito degli hub degli Emirati, crocevia internazionale, per l'Asia in particolare. "I costi per il turismo sono significativi, accanto al costo occulto dell'incertezza", afferma. Anche in questo caso l'impatto dipenderà dalla durata della guerra. (di Luana Cimino)

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