Laureti (Pd): "No al protezionismo, sì al libero scambio controllato per l'agroalimentare Ue"

L'eurodeputata Pd Camilla Laureti promuove il libero scambio controllato per l'agroalimentare Ue, rifiutando il protezionismo per contrastare la concorrenza sleale e sostenere gli agricoltori.

L'eurodeputata del Pd Camilla Laureti  - Fotogramma/Ipa
L'eurodeputata del Pd Camilla Laureti - Fotogramma/Ipa
06 maggio 2026 | 16.11
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Per l'agroalimentare nell'Ue "il protezionismo non credo che possa essere la strada. La strada è il libero scambio, ma controllato", in modo che "i Paesi con cui l'Europa sceglie di intrattenere rapporti di export ed import abbiano delle regole simili". Lo ha detto l'eurodeputata del Pd (gruppo S&D, del quale è vicepresidente) Camilla Laureti, in occasione del dibattito "L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe" organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, nel quale, a Bruxelles, si discuterà dei dati, della percezione e delle dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale.

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"Altrimenti - continua Laureti - noi creeremo la concorrenza sleale. Questo è un punto che noi trattiamo moltissimo in commissione Agricoltura qui al Parlamento Europeo. Chiudersi all'interno dei propri confini non penso che converrebbe". L'Europa, ricorda, "è il primo esportatore mondiale sul settore agroalimentare. L'Italia addirittura nel 2025 ha raggiunto 75 miliardi di euro di esportazioni e l'Europa oltre 280 miliardi di euro di esportazioni. La produzione agricola europea è una produzione di qualità, è una produzione che si dà delle regole molto rigide per rispettare non solo l'ambiente, ma anche la salute dei cittadini".

"La rabbia - prosegue Laureti - nasce dalle tante difficoltà che affrontano i nostri agricoltori e le nostre agricoltrici. Pensiamo anche a tutto ciò che è la concorrenza sleale. Allora, occorre aiutare gli agricoltori. Lo facciamo lavorando con la politica agricola comune, con la prossima programmazione della politica agricola comune in cui siamo riusciti ad ottenere 433 miliardi di euro di finanziamento, ma lo facciamo anche lavorando su tutto ciò che sono le pratiche commerciali sleali e la concorrenza sleale", conclude.

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