Mps-Banco Bpm, come si arriva a Generali (e Axa)? Cosa c'è dietro il progetto di fusione

Gli intrecci azionari che porterebbero i francesi, con la sponda di Credit Agricole, al Leone di Trieste

Mps-Banco Bpm, come si arriva a Generali (e Axa)? Cosa c'è dietro il progetto di fusione
17 luglio 2026 | 20.24
Andrea Persili
LETTURA: 2 minuti

Cosa ci sarebbe dietro il progetto di una fusione tra Mps e Banco Bpm, che ovviamente coinvolge Credit Agricole Italia? E perché si può arrivare a Generali e Axa? L'indiscrezione raccolta dall'Adnkronos può essere letta da diversi punti di vista. Un buon punto di partenza può essere la lettura del comunicato diffuso da Mps a valle del consiglio del 16 Luglio, in cui di fatto si esprime una preferenza verso l’opzione di fusione con BPM. La conseguenza di questa operazione sarebbe avere Credit Agricole come primo socio della banca che nascerebbe dalla fusione, con una quota che le diverse ricostruzioni collocano tra l'11% e il 12% del capitale complessivo, comunque la partecipazione singola più rilevante.

Dal punto di vista politico, questo scenario pone una questione non secondaria. Un anno fa il governo è intervenuto esercitando il golden power per condizionare l'offerta di Unicredit su BPM, con l'obiettivo dichiarato di proteggere l'italianità del sistema bancario. Il paradosso, sollevato da alcuni osservatori, è che quell'intervento potrebbe aver finito per consolidare proprio il ruolo di Crédit Agricole, oggi arbitro di fatto del futuro di Piazza Meda.

Gli effetti dell'integrazione tra Mps e Banco Bpm non si fermano però qui. Alle spalle di Crédit Agricole, il secondo azionista della futura aggregazione sarebbe Delfin, la holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio, presieduta da Francesco Milleri. Delfin è oggi il primo socio privato di Mps (quota vicina al 17,5%), secondo azionista di Generali (circa il 10%) e detiene inoltre il 2,7% di Unicredit: una presenza trasversale che la rende, di fatto, un convitato di pietra in ogni tavolo del risiko bancario.

Andando ancora oltre, molti fili della tela di Delfin conducono a Parigi. Il principale socio di Delfin in Essilor Luxottica è lo Stato Francese, che è entrato nel capitale del colosso degli occhiali per sostenere l'azienda a lungo termine. Questo è avvenuto tramite due principali enti pubblici: Bpifrance (la banca pubblica d'investimento) e la Caisse des Dépôts, la CdP francese. Non solo, nel pool di banche finanziatrici di Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica, ci sono sia Crédit Agricole sia BNP Paribas: due tra i maggiori gruppi bancari francesi.

C'è un altro tassello da aggiungere al mosaico. Non va dimenticato che l'intera partita ha come posta in gioco anche la quota del 13% circa in Assicurazioni Generali che Mps ha ereditato con l'acquisizione di Mediobanca, una quota capace di orientare gli equilibri di governance del Leone di Trieste. Nel caso in cui si dovesse arrivare ad avere Credit Agricole primo socio della banca che controlla anche quel 13% in Generali, potrebbero trovare una sponda affidabile anche le mire di Axa sul Leone di Trieste. A quel punto la presenza francese nel sistema bancario e assicurativo italiano avrebbe un peso ancora più rilevante.

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