Il designer anglo-canadese presenta la collaborazione in occasione della Milano Design Week, "E' contemporanea ma senza tempo. Già al lavoro su nuovo progetto insieme"
Alessi sceglie un formato intimo e conviviale per presentare una delle novità più interessanti di questa edizione della Milano Design Week, ‘Vite’, la nuova caffettiera espresso firmata dal designer anglo-canadese Philippe Malouin. Un brunch domenicale a Casa Gregotti, con il designer stesso dietro ai fornelli a preparare la colazione per gli ospiti, ha fatto da cornice a un progetto che segna un punto di svolta nel linguaggio dell’azienda. ‘Vite’ nasce dalla prima collaborazione tra Alessi e Malouin, noto per un approccio radicale e riconoscibile, che lui stesso definisce legato a un 'brutalismo raffinato': geometrie essenziali, materiali industriali e un processo creativo che parte dagli scarti. Non è un caso che il punto di partenza del progetto sia stato un sopralluogo in un deposito di rottami metallici nell’area dell’Ossola, territorio alpino piemontese a pochi minuti dal lago d’Orta, dove ha sede l’azienda. È lì che il designer ha selezionato forme primarie, assemblandole in una serie di prototipi, fino a individuare quella destinata a diventare l’oggetto finale.
“Quando Alessi mi ha chiamato è stata una sorpresa – racconta Malouin all’AdnKronos –. Non sono italiano e non avevo mai immaginato una collaborazione del genere. Mi è stato chiesto di progettare una moka, e la prima reazione è stata: perché farne un’altra? Ce ne sono già moltissime, e alcune sono perfette, come quella di Richard Sapper, che per me è la migliore di sempre”. La risposta risiede però nell’evoluzione tecnologica e nei nuovi usi domestici: “C’era la necessità di ripensare la moka perché funzionasse sia su induzione sia su gas – spiega il designer -. È da lì che sono partito, anche se inizialmente non avevo idea di come iniziare”. La soluzione, ancora una volta, è arrivata dal suo metodo: “Lavoro spesso andando nei rottamai, raccogliendo pezzi metallici e creando collage. È quello che ho fatto anche qui: ho assemblato elementi trovati in un deposito con cui Alessi collabora e da lì è nato il concept”.
Il risultato è una moka che rompe con la tradizione pur restando perfettamente riconoscibile: la caldaia richiama la forma di una vite, rendendo intuitivo il gesto della torsione, mentre la struttura in pressofusione di alluminio dialoga con dettagli cromatici, pomolo, manico e parte superiore, che introducono un contrasto calibrato. Tre le varianti principali, verde, marrone e grigio, a cui si aggiunge una versione esclusiva con manico verde scuro, disponibile solo online e nei flagship store del brand.
La palette cromatica è ispirata all’industria del secondo dopoguerra: “I colori vengono dagli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta – sottolinea Malouin -. Sono industriali ma anche molto delicati, e si ritrovano nelle collezioni storiche di Alessi. Mi piace pensare che questa moka avrebbe potuto esistere allora come oggi: è contemporanea ma senza tempo”. Fondamentale, nel percorso progettuale, anche il rapporto con il team dell’azienda e in particolare con Carlo Gasparini, direttore del design: “Abbiamo una relazione fantastica, ci capiamo a livello personale. Non succede spesso con i brand, dove c’è più distanza. Qui invece c’è stata una sintonia immediata”.
La collaborazione che guarda già al futuro: “Stiamo già lavorando a un nuovo progetto insieme” anticipa il designer, che con Alessi, nella cornice della Design Week milanese, tra installazioni spettacolari e sperimentazioni immersive, ripensa l’oggetto quotidiano per eccellenza, riportando l’attenzione sul gesto e sulla materia. (di Federica Mochi)