"Pac deve restare la prima garanzia di reddito per gli agricoltori"
Circa l'intesa sul Mercosur come Associazione Italiana Coltivatori "abbiamo sempre ribadito di non avere alcuna pregiudiziale sull’accordo in sé e riteniamo che i passi compiuti sul rafforzamento delle garanzie di sicurezza rappresentino un primo segnale positivo. Detto questo, è evidente che su alcuni comparti agricoli l’accordo sollevi perplessità legittime in termini di concorrenza e – soprattutto – di sostenibilità. Il nostro obiettivo, però, non può essere quello di bloccare l’accordo. Il Mercosur è un mercato importante per molti comparti dell’agroalimentare italiano – penso al vino, all’olio, a diversi prodotti lattiero-caseari – anche grazie alla presenza di una forte comunità di italo-discendenti. È inoltre un’opportunità concreta per l’esportazione e la tutela di numerose Indicazioni Geografiche, che l’accordo riconosce e valorizza". Lo sottolinea Giuseppino Santoianni, presidente Nazionale dell'Associazione Italiana Coltivatori (AIC) in un'intervista al sito L’Eurispes.it ribadendo che "la Politica Agricola Comune deve restare la prima garanzia di reddito per gli agricoltori".
"Oggi, però, - osserva - questo ruolo è messo alla prova da un cambiamento profondo dell’architettura del bilancio europeo, che introduce maggiore flessibilità ma rende meno immediato capire quante risorse arriveranno davvero all’agricoltura. Anche perché negli ultimi anni la PAC ha visto ridursi progressivamente il proprio peso sul Pil europeo, pur continuando a rappresentare una quota rilevante del reddito degli agricoltori". Per Santoianni "l’introduzione della cosiddetta “quota rurale” del 10% è un segnale positivo, così come la proposta di riorganizzazione dei fondi con cui la presidente Von Der Leyen suggerisce di utilizzare due terzi – circa 45 miliardi di euro – dell’importo accantonato fino alla revisione intermedia del bilancio settennale, da mobilitare immediatamente per sostenere gli agricoltori".
Per Santoianni "la flessibilità non è un problema in sé, se serve a rendere l’Europa più reattiva di fronte alle sfide globali. Diventa un problema quando si traduce in incertezza per le imprese agricole, che invece hanno bisogno di stabilità e programmazione. Per questo, se il bilancio europeo evolve verso un fondo sempre più integrato, anche la PAC deve essere riformata in modo profondo per restare riconoscibile come politica comune, con obiettivi chiari e risorse certe".