Se l'Unione europea vuole evitare la dissoluzione si presenti agli Usa come "partner credibile" anche con un'autonomia militare che possa fare gli interessi americani sul versante euroasiatico. Così in un'intervista all'Adnkronos Carlo Altomonte, prorettore alla SDA Bocconi.
Esperto di politiche comunitarie e attento osservatore delle ripercussioni economiche delle dinamiche geopolitiche, Altomonte sottolinea come in questa fase l'Ue sia "in mezzo a due aree di influenza che pensano di spartirsi il mondo". Ma, osserva, "la stabilità del Continente euroasiatico è importante per gli Usa perché non possono permettersi un'instabilità in quell'area, nella misura in cui ci sono gli interessi sull'area dell'indo-Pacifico da preservare". Per cui, chiosa l'economista, "se gli Stati Uniti vogliono giocare la partita globale devono concentrare le loro risorse sulla rivalità strategica con la Cina". Ed è in questa 'finestra strategica' che l'Unione europea dovrebbe collocarsi come player.
"Se l'Ue vuole garantirsi una sopravvivenza deve sposare più velocemente una visione più simile a quella del Dipartimento di Stato di cui è capo Mark Rubio, in base alla quale gli Usa vogliono gestire la sicurezza globale trovando alleati strategici; contro quella più 'di conquista' dei mercati propugnata dai Maga", spiega Altomonte. Dunque per essere un alleato strategico per gli Usa l'Unione europea "dovrebbe dotarsi essa stessa di un'autonoma capacità di difesa e quindi presentarsi agli Stati Uniti come un partner credibile che può fare anche i loro interessi sul Continente euroasiatico. L'Ue deve diventare dunque un attivo sul bilancio di sicurezza Usa, non un passivo". Detto in altri termini, incalza, "di tutte le partite che abbiamo aperte con gli Stati Uniti, la piattaforma digitale, i dazi , gli standard eccetera, è l'Ucraina, e la nostra capacità di gestire questo dossier, quella esistenziale". E su questo "per fortuna il Consiglio europeo a dicembre ha dato un risultato anche molto creativo e molto importante: ha garantito con degli eurobond di fatto, approvati a maggioranza qualificata, la sopravvivenza finanziaria e quindi militare dell'Ucraina per i prossimi anni e questo è un punto importante. Forse i leader questo passaggio delicato lo hanno capito", conclude Altomonte. (di Luana Cimino)