L'ex presidente Usa chiamato a testimoniare davanti alla commissione di Vigilanza della Camera. Nel Regno Unito, avviata revisione dei file interni per verificare se il finanziere abbia utilizzato basi della Royal Air Force per voli verso la Gran Bretagna
Il dossier su Jeffrey Epstein ancora al centro dell’attenzione internazionale. Negli Usa dopo l'offensiva di Hillary Clinton, oggi è toccato al marito Bill testimoniare. Mentre nel Regno Unito, il ministro della Difesa John Healey ha ordinato una revisione dei file interni per verificare se il finanziere abbia utilizzato basi della Raf per portare le ragazze che sfruttava e di cui abusava in Gran Bretagna.
La richiesta, che si estende su un arco di tempo di più di vent'anni, è stata formulata dopo che l'ex Premier Gordon Brown aveva scritto a sei diverse forze di polizia chiedendo l'apertura di indagini per chiedere di capire se l'ex principe Andrea avesse usato voli della Raf o comunque pagati dai contribuenti per incontrare Epstein quando era inviato per il commercio di Londra. "Il ministero della Difesa sostiene tutte le inchieste della polizia. I nostri pensieri vanno a tutte le vittime dei crimini vili commessi da Epstein", ha scritto il ministro.
Le basi della Raf possono essere aperte a voli privati a pagamento. Ma l'autorizzazione viene data solo quando l'attività in questione non incide sulla sicurezza o l'attività del sito.
"So quello che ho visto e, cosa più importante, quello che non ho visto. So quello che ho fatto e, cosa più importante, quello che non ho fatto. Non ho visto nulla, non ho fatto nulla di sbagliato", quanto ha detto Bill Clinton nella sua dichiarazione di apertura durante la deposizione.
"Nonostante la mia breve frequentazione con Epstein sia finita anni prima che i suoi crimini venissero alla luce, e sebbene non abbia visto durante le nostre limitate interazione nessuna indicazione di quello che veramente avveniva, sono qui per offrire quel poco che so in modo da impedire che qualcosa del genere possa succedere di nuovo", ha detto ancora l'ex presidente nel discorso che è stato pubblicato su X.
"Le ragazze e le donne le cui vite sono state distrutte da Jeffrey Epstein meritano non solo giustizia ma anche di risanare le ferite", ha detto ancora Clinton, sottolineando che "stanno aspettando da troppo tempo". Poi ha fatto un riferimento anche alla sua storia personale: "Come qualcuno che è cresciuto in una casa segnata dagli abusi domestici, non solo non avrei volato su quell'aereo se avessi avuto la minima idea di quello che faceva, ma l'avrei denunciato personalmente", ha poi aggiunto.
L'ex presidente ha poi anticipato che durante la sua deposizione si troverà "spesso" a rispondere "non ricordo" alle domande dei deputati, considerati gli anni passati dalla sue interazioni con Epstein, ed ha predetto che questo verrà considerato "insoddisfacente" da parte dei repubblicani.
"Semplicemente ingiusto", ha poi definito il comportamento della maggioranza repubblicana della commissione Vigilanza della Camera che ha convocato la moglie Hillary a testimoniare. "Lei non ha avuto niente a che fare con Jeffrey Epstein, e non ha memoria neanche di averlo incontrato", ha detto l'ex presidente. "Che voi convochiate 10 o 10mila persone compresa lei è semplicemente ingiusto", ha concluso.
"Trump non mi ha mai detto nulla che mi abbia fatto pensare che fosse coinvolto", ha poi sottolineato.
L’audizione segue quella della moglie Hillary Clinton, che durante le sei ore di deposizione ha respinto ogni coinvolgimento personale e attaccato politicamente Donald Trump.
Il presidente repubblicano della commissione, James Comer, che ha usato tutti i mezzi, anche la minaccia di un'incriminazione per oltraggio al Congresso per costringere l'ex coppia presidenziale a testimoniare di fronte alla commissione d'inchiesta sul caso Epstein, ha previsto una testimonianza "anche più lunga" di quella della moglie, riferendosi alle numerose volte in cui lei ha risposto "non lo so dovete chiedere a mio marito".
Nel tentativo di evitare le deposizioni, considerate una mossa politica dei repubblicani, i Clinton il mese scorso hanno inviato una dichiarazione giurata in cui affermano di "non avere avuto nessuna conoscenza personale" di nessuna delle "attività criminali" di Epstein e della sua compagna Ghislaine Maxwell.
Hillary ieri ha potuto scandire di "non avere memoria di incontri con Epstein, non ho mai volato sul suo aereo, visitato la sua isola o il suo ufficio", prima di puntare il dito contro una commissione politicizzata che l'ha costretta a testimoniare "per distrarre l'attezione dalle azioni del presidente Trump ed insabbiare le legittime richieste di risposte" riguardo agli anni di amicizia e frequentazione tra il tycoon e il finanziere pedofilo.
Ma per Bill la situazione è diversa. E' infatti provato che l'ex presidente ha volato decine di volte tra il 2002 e il 2003 sull'aereo di Epstein, lui stesso lo ha ammesso spiegando che il miliardario gli aveva "offerto un aereo abbastanza grande per accogliere l'intero staff e le guardie del corpo del Secret Service nei viaggi per il lavoro filantropico della Clinton Foundation".
Trump ha accusato Clinton di essere andato decine di volte nella famigerata isola di Epstein nei Caraibi, centro delle attività della rete di traffico sessuale, ma l'ex presidente nega di esserci mai stato, circostanza confermata da alcune mail pubblicate dal dipartimento di Giustizia e dalla testimonianza che Maxwell lo scorso anno ha rilasciato al vice ministro della Giustizia dell'amministrazione Trump nel carcere dove sta scontando una pena di 20 anni.
Nella dichiarazione giurata, Clinton ha poi ha ammesso che Epstein ha potuto partecipare a qualche evento alla Casa Bianca durante il suo mandato, "ed essere fotografato come me con altre decine di migliaia di persone", aggiungendo però di "non ricordare di averlo incontrato, o di aver avuto specifiche interazioni, mentre ero presidente". E infine afferma di "non ricordare di aver parlato con Epstein per oltre un decennio precedente al suo arresto del 2019", riferendosi all'arresto per le accuse federali, avvenuto poche settimane prima del suicidio del finanziere in carcere, avvenuto oltre 10 anni dopo il patteggiamento in Florida per sollecitazione di prostituzione minorile.