I dati della Nota sull'andamento dell'economia. Superati i 24 milioni di occupati ma permane il gap di genere e la diseguaglianza territoriale al di sopra della media Ue
A gennaio in Italia cala la produzione industriale, sale l'occupazione ma non per donne e giovani; accelera poi l'inflazione di febbraio pur restando sotto la media della zona euro. Lo rileva l'Istat nella Nota sull'andamento dell'economia.
Nel dettaglio, a gennaio l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato il secondo calo consecutivo in termini congiunturali (-0,6%), dopo la flessione di dicembre (-0,5%). Nella media del trimestre novembre 2025 – gennaio 2026 la produzione è tuttavia, aumentata rispetto ai tre mesi precedenti (+0,7%). Sale l’occupazione a gennaio. La crescita coinvolge i soli uomini e tutte le classi d’età, a eccezione dei 15-24enni. Per posizione professionale gli occupati sono aumentati sia tra i dipendenti sia tra gli autonomi. A febbraio, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è cresciuto dell’1,6% in termini tendenziali, mostrando una decisa accelerazione. L’inflazione in Italia continua a mantenersi al di sotto della media dell’area euro, evidenziando un differenziale in riduzione.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, dopo il brusco arresto del 2020, causato dai lockdown dovuto alla pandemia di Covid 19, quello italiano ha mostrato una fase di crescita sostenuta, culminata nel 2025 con il superamento della soglia dei 24 milioni di occupati. L'Italia, tuttavia - rileva l'Istat nel focus contenuto nella Nota sull'andamento dell'economia - presenta, nel periodo 2019-2025, tassi di inattività strutturalmente superiori alla media europea, con un divario di genere più elevato rispetto ai principali Paesi dell’Ue27. Nonostante la fase di recupero dopo lo shock pandemico del 2020, si osserva il permanere di differenze territoriali e sociali più ampie rispetto a quelle dei maggiori partner europei