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Camera con vista sugli insediamenti in Cisgiordania. Polemica su Airbnb

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Camera con vista sugli insediamenti in Cisgiordania. Polemica su Airbnb

Camera con vista sul deserto della Giudea (foto Washington Post)

Camera con vista 'biblica' sulle colline della Giudea, piscina, wi-fi e cucinotto. L'annuncio su Airbnb non offre troppi particolari, come i tanti altri per stanze chiaramente situate negli insediamenti ebraici che al massimo spiegano di essere "nei dintorni" di Gerusalemme. Ma ora è scoppiata la polemica sul turismo nei Territori.


Saeb Erekat, segretario generale dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, ha scritto al chief executive di Airbnb Brian Chesky a San Francisco, accusando il gruppo di "promuovere la colonizzazione illegale israeliana su terre occupate". Airbnb ha risposto di agire in conformità alla legge.

"Non penso che ai palestinesi importi veramente. E' tutta una campagna di ultra sinistra dall'estero", sostiene Igal Canaan, proprietario della stanza con vista biblica nell'insediamento di Kfar Adumim, riferendosi alla campagna internazionale di boicottaggio nota come Bds (Boycott, Disinvestment and Sanctions). Molti coloni hanno reagito alla lettera di Erekat iscrivendosi con le loro case su Airbnb.

Al momento su 400mila coloni in Cisgiordania, ci sono 200 Bed and Breakfast. L'80% dei turisti sono israeliani, ma ci sono anche evangelici che vengono dall'estero alla ricerca di luoghi biblici. Turisti come Mary che su Trip Advisor spiega di essere rimasta "un pò sorpresa quando ho visto che dovevo superare un checkpoint di sicurezza per arrivare, ma non c'è da preoccuparsi". L'inverno e le notizie sull'Intifada dei coltelli hanno scoraggiato in parte questo turismo che l'anno scorso, secondo i coloni, ha richiamato 500mila persone.



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