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Avanzata Lega preoccupa i 5S

POLITICA
Avanzata Lega preoccupa i 5S

(Fotogramma)

E' un testa a testa anche alle urne, stando almeno ai risultati lucani: il M5S appena sopra il 20%, la Lega subito dietro, un filo sotto la stessa soglia. Nonostante Luigi Di Maio ci metta la faccia sin dalle prime ore del mattino, sbandierando i risultati delle Basilicata come una gran vittoria per il M5S e tornando sulla 'doppia lettura' che va fatta tra consultazioni politiche e regionali, l'avanzata dell'alleato di governo preoccupa tutti, i vertici come i peones grillini.


Anche perché -il ragionamento che rimbalza tra i 5 Stelle- parte di quei voti Salvini li ha sottratti al bacino elettorale del Movimento, 'cannibalizzando' i consensi del socio di maggioranza. Parola d'ordine, dunque, è frenare la cavalcata della Lega. Un diktat che non arriva da oggi, il day after la Basilicata, ma che ormai rimbalza da mesi.

E che, nelle ultime settimane, si è trasformato in un cambio di passo nella comunicazione, con un Di Maio più 'barricadero' e pronto a pestare i piedi a Salvini un giorno sì e l'altro pure. A partire dal tema della sicurezza e di dossier che competono il Viminale: non ultima la vicenda di Rami, il ragazzino italo-egiziano che con il suo coraggio ha impedito che l'autista del pullman di Milano, l'italiano di origini senegalesi Ousseynou Sy, facesse una strage.

"Come sapete nei giorni scorsi ho scritto anche ai ministeri competenti per fare in modo che la sua pratica arrivi presto al Consiglio dei ministri. Mi aspetto che accada. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è d'accordo", ha scritto oggi su Fb Di Maio invitando a "non girarci troppo intorno" e tirando nuovamente Salvini per la giacca.

Ma la strategia dei 5 Stelle non si ferma qui. Questa settimana, a quanto apprende l'Adnkronos, dovrebbe tenersi il primo voto sulla piattaforma Rousseau per le europarlamentarie, con una convinta accelerazione. Altra freccia nell'arco pentastellato è il ritorno a temi cari al Movimento della prima ora, rispolverando le 5 Stelle grilline. Una mossa che piace soprattutto a Beppe Grillo e Davide Casaleggio, che temono che al governo il Movimento rischi di smarrire in parte la sua identità.

C'è poi il capitolo della riorganizzazione del Movimento, che dopo una partenza sprint e l'annuncio in pompa magna all'indomani della debacle in Sardegna sembra aver subito una battuta d'arresto. Oggi tuttavia Di Maio è tornato a strizzare l'occhio all'apparentamento con le liste civiche, un passaggio che -per quanto inviso a Casaleggio- sembra ormai non più rinviabile per iniziare a vincere sul territorio.

Oltre ad accarezzare l'idea del 'matrimonio' con le civiche, nel dare la carica ai suoi il capo politico del Movimento sembra aver rivolto una 'frecciatina' ad Alessandro Di Battista: "Questo è il momento di non mollare, questo è il momento di dare ancora di più. Non ci sono viaggi da fare...", si è lasciato sfuggire nel corso di una diretta Fb.

E mentre c'è chi pubblicamente inneggia a un ritorno di Di Battista -"l'ho detto al Corriere così come lo dico in piazza: il Movimento non può fare a meno" di lui, ha ribadito su Fb il senatore Gianluigi Paragone- il futuro del 'Dibba' appare sempre più incerto. All'Adnkronos viene confermato da autorevoli fonti 5 Stelle che difficilmente il frontman del Movimento tornerà in campo per la campagna elettorale in vista dell'Europee, amareggiato per una serie di colpe che gli sarebbero state, a suo dire, indebitamente attribuite, non ultima l'incontro con i gilet gialli alla periferia di Parigi rivelatasi un boomerang per il Movimento.

Due settimane fa Di Maio e Di Battista avrebbero dovuto vedersi per una cena in centro, a due passi da Montecitorio, ma l'incontro sarebbe saltato all'ultimo minuto utile. I contatti tra i due, viene assicurato, sarebbero tuttavia costanti, il canale sempre aperto. A breve, comunque, Di Battista dovrebbe pubblicamente sciogliere la riserva sul suo futuro, rompendo il silenzio su quella pagina Facebook ormai silente dal 13 febbraio scorso.



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