cerca CERCA
Venerdì 22 Gennaio 2021
Aggiornato: 02:01

Filippo Roma: "Minacce su social a me e a mio figlio per servizio su Zarate"

29 maggio 2020 | 18.29
LETTURA: 2 minuti

alternate text
Roma, 29 mag. (Adnkronos)

"Molti tifosi della Lazio mi stanno travolgendo di messaggi. Ci sono molti sfottò che mi fanno anche ridere, parecchie ingiurie che tuttavia non mi offendono perché non sono permaloso. Poi ci sono minacce, che accolgo con poco favore, tra cui, purtroppo, alcune arrivate direttamente a mio figlio Francesco. E queste, da padre, mi preoccupano". A denunciarlo, in un lungo post su Facebook, è la Iena Filippo Roma, che rivela di avere già sporto denuncia per l'accaduto. "Già mi sono rivolto alle autorità competenti per denunciare la cosa -scrive Roma- e non esiterò a farlo di nuovo se dovessero arrivare altri messaggi del genere".

Motivo del contendere è l'inchiesta, condotta per Le Iene insieme a Marco Occhipinti, nella quale Roma racconta di una presunta frode fiscale legata al pagamento dello stipendio del giocatore argentino Mauro Zarate da parte della Lazio, avvenuta utilizzando, in parte, l'assetto societario. "Sono stato accusato di faziosità da molti tifosi bianco celesti in quanto e’ noto che io sia romanista -si sfoga Roma- Io capisco che questa circostanza possa generare dubbi e rabbia. Però sia chiara una cosa. Non ho realizzato questa inchiesta perché sono un anti laziale ma semplicemente perché ho fatto il mio mestiere di inviato. Mi e’ arrivata nelle mani questa storia e l’ho raccontata. Se la stessa vicenda avesse riguardato la Roma, state certi che il servizio lo avrei realizzato lo stesso".

E sottolinea: "Chi fa il mio lavoro, quando si imbatte in una notizia, non può che diffonderla, cosi come fa il centravanti che, quando riceve l’assist, non può che tirare in porta". E parlando del figlio Francesco, aggiunge: "Tra l’altro, ironia della sorte, lui e’ anche laziale. E’ nato nel pomeriggio del 14 Maggio del 2000 esattamente negli stessi minuti in cui la Lazio stava vincendo il suo secondo scudetto. Questo avvenimento lo ha considerato da sempre un segno del destino al quale non poteva sottrarsi e al quale neanche io potevo oppormi. Ora. Se volete, continuate tranquillamente a criticare, a sfottermi anche ad offendermi. Ma lasciate perdere le minacce, soprattutto nei confronti di mio figlio", chiede pubblicamente l'inviato delle Iene.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
L´ informazione continua con la newsletter

Vuoi restare informato? Iscriviti a e-news, la newsletter di Adnkronos inviata ogni giorno, dal lunedì al venerdì, con le più importanti notizie della giornata

Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza