Lo Stretto di Bab el-Mandeb collega il Mediterraneo all'Oceano Indiano attraverso Suez e il Mar Rosso, e la sua tenuta incide direttamente sui tempi e sui costi dei traffici europei, e quindi italiani. Il tema è più sensibile oggi, in una fase in cui lo Stretto di Hormuz è percorribile solo a intermittenza. Con la navigazione minacciata dagli attacchi delle milizie Houthi, parte del traffico mercantile è tornata a circumnavigare l'Africa: l'allungamento delle rotte fa salire i costi di carburante, noli e assicurazioni marittime, con ricadute sui prezzi al consumo e sulla competitività della portualità italiana. In questo contesto, il 17 settembre il Ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo al Forum Risorsa Mare di La Spezia, ha dichiarato di aver deciso, insieme al Capo di Stato maggiore, di non attendere che sia Aspides a stabilire se e come le navi possano transitare. Ha quindi chiesto ai vertici della Difesa di predisporre un piano per garantire il passaggio dei mercantili italiani, motivando la scelta con le conseguenze che i ritardi hanno su economia e cittadini. Nello stesso intervento ha messo in relazione sicurezza marittima e tenuta economica del Paese, ricordando che quasi il 90% delle merci mondiali viaggia via mare. “Per anni economia e sicurezza sono state considerate dimensioni separate. Oggi non più. Ogni economia vive di flussi: merci, materie prime, energia, informazioni e dati. Flussi fisici e digitali che dipendono da infrastrutture, reti, rotte e punti di passaggio. È qui che si concentrano le vulnerabilità. Quando uno di questi nodi entra in crisi, le conseguenze arrivano nelle nostre imprese e nelle nostre case. Hormuz e Bab el-Mandeb sono esempi evidenti. La Difesa deve saper leggere in anticipo gli scenari e proteggere le condizioni della nostra crescita", ha spiegato il Ministro.
Il giorno successivo, la Marina Militare ha comunicato che la fregata Carlo Bergamini aveva scortato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia Ignazio Messina & C., attraverso lo Stretto in direzione nord. La scorta, richiesta dall'armatore e prevista per circa due giorni, si è svolta nell'ambito di Aspides e con l'autorizzazione dei vertici della missione. Il governo ha poi precisato la portata dell'iniziativa. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che l'annuncio di Crosetto riguarda le navi della Marina già impiegate in Aspides, una missione difensiva che non ha finalità offensive contro gli Houthi. La Difesa ha inoltre indicato che non serve un nuovo voto parlamentare, perché le scorte rientrano nel perimetro della missione approvata nel 2024. Sul piano europeo, il 18 settembre Crosetto ha scritto all'Alta rappresentante Kaja Kallas chiedendo un intervento urgente per rafforzare Aspides. A Bab el-Mandeb, secondo il ministro, sono presenti soltanto una fregata italiana e una greca: un dispositivo che consente di soddisfare solo in parte le richieste di scorta e che comporta lunghe attese. Roma ha quindi sollecitato un maggior contributo, militare o finanziario, da parte degli altri Stati membri, e Kallas avrebbe condiviso l'urgenza scrivendo a sua volta ai Paesi dell'Unione.