Dall'Africa Subsahariana al Medio Oriente, nuova ondata di attacchi ai cristiani

Oltre 338 milioni di fedeli affrontano livelli elevati di persecuzione e discriminazione

Una chiesa distrutta in Siria (Fotogramma/Ipa)
Una chiesa distrutta in Siria (Fotogramma/Ipa)
04 maggio 2026 | 15.54
LETTURA: 4 minuti

Una chiesa distrutta in Mozambico, dodici persone uccise in un villaggio nigeriano, un crocifisso preso a picconate nel sud del Libano e l'aggressione a una suora francese nella Città Vecchia di Gerusalemme. E' il bilancio, limitato alle ultime due settimane, della nuova ondata di attacchi contro i cristiani. Dalla violenza sistematica alle intimidazioni quotidiane, fino alla marginalizzazione sociale e politica, oltre 388 milioni di fedeli - circa uno su sette nel mondo - affrontano livelli elevati di persecuzione o discriminazione. Di questi, più di 315 milioni vivono nei 50 Paesi in cui la persecuzione è classificata come "molto alta" o "estrema", secondo il World Watch List 2026 di Open Doors.

CTA

La classifica, che misura il livello di persecuzione e vede al primo posto la Corea del Nord, delinea un quadro in progressivo peggioramento negli ultimi anni. Accanto alle forme tradizionali di oppressione, i conflitti più recenti hanno aperto nuovi "hotspot", come dimostrano i casi registrati in Libano e Israele. L’epicentro della violenza resta però l’Africa subsahariana, dove si concentra la grande maggioranza delle uccisioni.

Mozambico

Il 30 aprile, jihadisti di Ahlu al-Sunna wa al-Jama’a (affiliati all’Isis) hanno attaccato il villaggio di Meza, nel nord del Paese, incendiando e distruggendo la storica parrocchia di San Luigi di Montfort, la casa dei Padri Scolopi e un asilo. A ottobre un attacco a Napala aveva causato circa 20 morti cristiani, la distruzione di oltre 1.300 case e due chiese. La violenza jihadista, attiva dal 2017 soprattutto nelle province di Cabo Delgado e Nampula, colpisce sistematicamente le comunità cristiane con raid, decapitazioni, incendi di chiese e pressioni a convertirsi o fuggire.

Nigeria

Resta di gran lunga il Paese più pericoloso al mondo per i cristiani in termini di violenza. Secondo i dati Open Doors, su 4.849 cristiani uccisi a livello globale nel periodo di riferimento, 3.490 (il 72%) sono stati assassinati in Nigeria. Oltre alle uccisioni, nel medesimo periodo sono stati registrati 2.293 rapimenti e circa 1.000 casi di violenze sessuali ai danni di cristiane, oltre a migliaia di abusi fisici e mentali. Centinaia di chiese sono state attaccate o distrutte.

Il 21 aprile, militanti di Iswap hanno attaccato il villaggio cristiano di Kubako, nello Stato di Adamawa, uccidendo almeno 12 persone, bruciando una chiesa e diverse abitazioni. A gennaio erano stati rapiti circa 166 fedeli durante funzioni religiose nello Stato di Kaduna. Nel 2025 si sono registrati migliaia di morti in attacchi contro villaggi e comunità agricole, soprattutto negli Stati di Plateau, Benue e Kaduna.

Le violenze coinvolgono gruppi jihadisti (Boko Haram, Iswap), milizie Fulani e banditi. Le motivazioni sono prevalentemente religiose, etniche e territoriali, ma le comunità cristiane risultano spesso bersagli diretti. Milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie terre.

Libano

I circa 2 milioni di cristiani (tra il 30% e il 38% della popolazione) sono stati duramente colpiti dal conflitto tra Israele e Hezbollah. L'ultimo episodio nel villaggio di Debel, nel sud, dove un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è stato ripreso in un video, divenuto virale, mentre picconava la testa di una statua di Gesù Cristo, precedentemente caduta dalla croce.

I militari italiani della missione Unifil hanno donato una nuova statua, ma rimangono numerose le chiese e i conventi ad aver subito danni: tra i casi più noti, la Chiesa di San Giorgio a Tebnine (dove un sacerdote ha ritrovato l’Eucaristia intatta dopo 47 giorni tra le macerie), la Chiesa di San Giorgio a Yaroun e il convento delle Suore Salvatoriane a Yaroun. Un sacerdote maronita è stato ucciso a Qlayaa. Migliaia di fedeli hanno trascorso la Pasqua 2026 lontani dalle proprie case.

Israele

Il 28 aprile, una suora francese di 48 anni è stata aggredita vicino al Cenacolo, sul Monte Sion. Un uomo l’ha spinta a terra e presa a calci, provocandole lividi al volto e alla testa. L'episodio - ultimo in ordine cronologico - conferma un marcato trend di aumento delle intimidazioni. Il Rossing Center for Education and Dialogue ha documentato 155 incidenti nel 2025, con un incremento rispetto ai 111 casi del 2024. Tra questi figurano decine di aggressioni fisiche, atti vandalici contro chiese e proprietà, graffiti, incendi dolosi e molestie al clero, soprattutto nella Città Vecchia di Gerusalemme e sul Monte Sion.

Gli ultimi avvenimenti hanno anche incrinato i rapporti tra Israele e il Vaticano: in occasione della Domenica delle Palme (29 marzo), la polizia israeliana ha impedito al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e al Custode di Terra Santa di accedere alla Basilica del Santo Sepolcro per una Messa privata. Dopo le proteste internazionali, l’intervento del premier Netanyahu ha risolto la situazione per le celebrazioni successive.

Siria

Rappresenta il caso di crescita più preoccupante per l'agenzie di monitoraggio. Secondo il World Watch List 2026 di Open Doors, è risalita dal 18° al 6° posto dei luoghi più pericolosi per i cristiani, registrando il maggior balzo in classifica da quando esiste la rilevazione. Il motivo principale è il forte incremento della violenza, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad a dicembre 2024 e l'ascesa al potere di forze, guidate da Hay’at Tahrir al-Sham (Hts). Nel periodo di riferimento si sono verificati almeno 27 omicidi di cristiani per motivi di fede (rispetto a zero dell’anno precedente).

Un episodio emblematico è l’attentato suicida del giugno 2025 alla chiesa greco-ortodossa Mar Elias a Damasco, che ha causato almeno 22 morti e 63 feriti durante una funzione religiosa. L’instabilità generale, gli scontri tra fazioni e l’azione di gruppi estremisti hanno creato un clima di insicurezza che colpisce duramente le comunità cristiane, ormai ridotte a circa 300.000 persone.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza