Ceuta: Il sindaco Vivas denuncia "invasione" e punta il dito contro il Marocco. "Non è finita"

Il sindaco di Ceuta, Juan Vivas, denuncia l'ingresso di migranti come un'invasione e attacco all'integrità territoriale, sottolineando che l'emergenza non è finitai

Migranti a Ceuta - Fotogramma/Ipa
Migranti a Ceuta - Fotogramma/Ipa
06 agosto 2026 | 14.22
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Secondo il dizionario, "per invasione si deve intendere l'occupazione anomala e irregolare di un territorio. E' quello che è successo a Ceuta". Lo dice Juan Jesus Vivas, sindaco e presidente della città autonoma di Ceuta, del Partido Popular, durante l'audizione in videocollegamento della commissione Libe del Parlamento Europeo, voluta dal presidente della commissione Javier Zarzalejos, anch'egli del Pp.

Si è trattato, continua Vivas, di "un attacco, una violazione dell'integrità territoriale. Non è una crisi migratoria, ma un episodio in cui si è messa in questione l'integrità della città, della Spagna e dell'Europa. Ceuta non è tornata alla normalità, perché in città restano 3-5mila persone" di quelle che sono entrate la settimana scorsa.

"I centri di accoglienza al collasso", prosegue. Si tratta di una "emergenza umanitaria di grande dimensioni. La popolazione timorosa e preoccupata, e a ragione", perché ci si chiede se quanto è accaduto la settimana scorsa non possa "ripetersi", dato che "la nostra integrità è in mano a un Paese terzo, il Marocco, che non riconosce la nostra sovranità", conclude.

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