Ebola, 60 morti su 344 casi in Congo. Oms: "Ci si può salvare, 8 sono i guariti"

In Uganda si registrano 15 casi confermati e un morto. Un cittadino americano, contagiato in Congo, è attualmente in cura in Germania.

Controllo della temperatura in Congo - (Afp)
Controllo della temperatura in Congo - (Afp)
03 giugno 2026 | 16.34
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Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha aggiornato oggi, mercoledì 3 giugno, i numeri sull’epidemia di Ebola Bundibugyo, partita dalla Repubblica Democratica del Congo. I dati restano gravi a livello locale, ma il rischio di diffusione globale è contenuto.

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344 casi confermati e 60 morti in Congo

Nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 344 casi di Ebola, inclusi 60 decessi, distribuiti in 24 zone sanitarie di tre province diverse. I casi sospetti sono scesi a 116, contro gli oltre 1.000 della scorsa settimana, perché l’Oms sta smaltendo l’arretrato confermando o escludendo i contagi.

In Uganda si registrano 15 casi confermati e 1 decesso. Tra i contagiati anche un residente congolese che ha viaggiato negli Emirati Arabi Uniti e poi in Uganda. L’Oms sta collaborando con le autorità sanitarie di Uganda ed Emirati Arabi Uniti per valutare il rischio durante i viaggi e facilitare il tracciamento dei contatti. Un cittadino statunitense contagiato in Rdc è attualmente in cura in Germania.

Rischio epidemia Ebola: molto alto in Congo, basso a livello globale

La valutazione del rischio dell’Oms resta invariata: molto alto a livello nazionale per la Rdc, alto a livello regionale e basso a livello globale. “L’epidemia ha avuto un grande vantaggio iniziale e siamo ancora indietro, ma sotto la guida del governo stiamo recuperando”, ha dichiarato Tedros rientrato da una visita nell’Ituri, epicentro dell’epidemia.

Il Dg Oms ha incontrato leader politici, funzionari sanitari, partner, operatori in prima linea e comunità locali. “Ciò che ho visto mi ha dato speranza, sebbene le sfide rimangano”.

Ebola si può sconfiggere: 8 guariti tra Congo e Uganda

Segnale positivo dai centri di trattamento: finora 6 persone sono guarite in Rdc e 2 in Uganda. “Dimostra che si può sopravvivere se si ha accesso alle cure e si va in struttura ai primi sintomi”, ha sottolineato Tedros.

A Bunia, capoluogo dell’Ituri, sono attivi 3 centri di trattamento con 80 posti letto. Unità operative anche a Mungbwalo, Rwampara, Beni, Goma e Bukavu, con altre in arrivo.

Il tracciamento dei contatti in Congo

Tra le criticità segnalate dea"Il tracciamento dei contatti" dei casi di Ebola "nella Repubblica Democratica del Congo" che, avverte, "non è ancora al livello necessario. Solo circa il 45% dei contatti è stato seguito", mentre "per anticipare l'epidemia dobbiamo portare questa percentuale oltre il 90%. L'insicurezza" nell'area colpita, interessata da conflitti, "gli sfollamenti e la mobilità della popolazione rendono il tracciamento dei contatti particolarmente difficile"

Anche "la sfiducia della comunità rappresenta un grave ostacolo", ha sottolineato il Dg, di ritorno dalla Rdc. "Alcuni leader locali mi hanno confidato di non credere che l'Ebola sia reale", ha riferito. "Costruire un rapporto di fiducia con le comunità è quindi fondamentale per tenere sotto controllo l'epidemia".

"Le restrizioni di viaggio generalizzate imposte da alcuni Paesi" alla luce dell'epidemia di Ebola partita dalla Repubblica Democratica del Congo (Rdc) "stanno interrompendo le catene di approvvigionamento e ostacolando la risposta" all'emergenza. "L'Oms raccomanda lo screening in uscita negli aeroporti, nei porti e ai valichi di frontiera per prevenire l'esportazione di casi e contatti", ma "chiediamo ai Paesi che hanno imposto restrizioni di viaggio generalizzate di revocarle".

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