Secondo quanto rilevato dall'Office for National Statistics, scompare Keir e salgono William e Camilla
La scelta del nome di un neonato è da sempre un perfetto termometro sociale, ma gli ultimi dati sulle nascite in Inghilterra e Galles, pubblicati dall'Office for National Statistics britannico (Ons), rivelano quanto possa essere spietato il riflesso della cronaca sulle culle. Se da un lato Muhammad e Olivia si confermano i nomi in assoluto più popolari, Andrew ha toccato il suo minimo storico: appena 127 bambini registrati in un anno, con un crollo che lo ha fatto scivolare al 334° posto della classifica, a pari merito con Zorawar. Per un nome che negli anni '60 – il decennio di nascita del principe Andrea – era il terzo più diffuso del Paese, si tratta di un tracollo anagrafico senza precedenti. A pesare è stato l'arcinoto scandalo reale che ha travolto l'ex duca di York, privato dei titoli da Re Carlo III e infine arrestato con l'accusa di abuso d'ufficio. Contagiato dalla cattiva reputazione anche il diminutivo Andy, ridotto a soli 21 neonati.
La "politica dell'anagrafe" non risparmia nessuno e il Regno Unito, storicamente influenzato dalle vicende della Corona, ne offre diversi esempi lampanti. Mentre la Famiglia Reale festeggia la risalita di William (ora al 25° posto) e il clamoroso balzo in avanti di Camilla - passata da 4 a 66 neonate in dodici mesi - la politica interna sembra avere ricadute opposte. Il nome Keir, legato al premier laburista Keir Starmer, è totalmente sparito dalle registrazioni (zero nati), proprio mentre la sua parabola al governo volge al termine. Al contrario, sempre nel Regno Unito, Donald registra una piccola scossa d'orgoglio con 18 neonati, il dato più alto dal 2015.
Più in generale, la demografia del Paese prosegue per la sua strada. Tra i maschietti, Muhammad si conferma il nome più diffuso per il terzo anno consecutivo: sfiora i 6.000 nati, che diventano più di 9.000 se si sommano le diverse varianti ortografiche. Lo seguono Noah e la new entry Leo, che scala la classifica "spinto" anche dall'elezione di Papa Leone XIV. Sul fronte femminile, invece, il dominio di Olivia resta inscalfibile e festeggia un decennio sul gradino più alto del podio.