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Le Guardie rivoluzionarie hanno affermato di aver colpito "infrastrutture e impianti chiave" di Arifjan, Ali Al Salem, Juffair e Sheikh. Ghalibaf: "Hormuz si apre solo con i nostri accordi, non con minacce Usa"
Dopo il nuovo attacco degli Stati Uniti all'Iran, la risposta da parte di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno infatti dichiarato oggi di aver colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato Irib. Le Guardie hanno affermato di aver colpito "infrastrutture e impianti chiave" nelle basi statunitensi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, con missili e droni. Hanno inoltre avvertito che la loro risposta si estenderà ad altre basi nella regione qualora gli attacchi statunitensi dovessero ripetersi.
"L'America non ha ancora imparato che il bullismo e la slealtà non sono più privi di costi. Lo dico chiaramente: colpite, e verrete colpiti. Non agitate inutilmente braccia e gambe, che affonderete ancora di più: lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli 'accordi iraniani', non con le minacce americane", ha scritto su X il capo negoziatore iraniano, il presidente del parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf. Tutte le news di oggi giovedì 9 luglio in diretta.