Il ritiro di truppe statunitensi dall'Europa e il loro mancato dispiegamento è "un errore", un'altra decisione dell'amministrazione di Donald Trump "che sarà accolta con favore al Cremlino". Lo dichiara il generale Ben Hodges, ex capo delle forze armate statunitensi in Europa, nel corso della diretta dell'Adnkronos dalla Lennart Meri Conference a Tallinn, sottolineando che la riduzione della capacità Usa "mina la deterrenza della Nato".
Nell'annuncio della Casa Bianca non sono chiare le motivazioni e le tempistiche, riflette Hodges: "Penso che questo non rifletta un pensiero strategico profondo, quanto un po' di caos". "Ovviamente l'Europa ha la capacità di riempire il vuoto: gli eserciti europei avrebbero già dovuto crescere abbastanza da poter schierare le truppe mancanti", prosegue, riconoscendo che l'amministrazione Trump "ha ragione ad aspettarsi che gli alleati facciano di più". La sua preoccupazione "non è che un'unità americana venga spostata o non venga rimpiazzata, è che danneggia gli interessi americani", perché la diminuzione della capacità Usa "fa sì che i nostri alleati perdano fiducia in noi", aggiunge. "Credo che l'Ucraina possa vincere perché la guerra è una prova di volontà ed è una prova di logistica".
"Che aspetto ha la vittoria? Tornare ai confini del 1991", prosegue, "e sinceramente non vedo come l'Ucraina potrebbe accontentarsi di qualcosa di meno". La teoria della vittoria di Kiev passa dal "distruggere la capacità della Russia di esportare petrolio e gas", andando a colpire i maggiori proventi del Cremlino.
"Qualsiasi territorio ucraino ancora controllato dalla Russia è una brutta notizia per gli ucraini che vi abitano ancora, in particolare in Crimea. Se la Russia controlla ancora la Crimea, significa che l'Ucraina non sarà mai in grado di tornare nel Mar d'Azov, dove si trovano Mariupol e Berdyansk, due dei più grandi ex porti ucraini. E finché i russi potranno volare o navigare da porti e aeroporti in Crimea, saranno per sempre in grado di riprendere la guerra contro l'Ucraina e di interrompere il trasporto marittimo da Odessa, per esempio, o Mykolaiv. Quindi, credo che la maggior parte degli ucraini direbbe che non c'è modo di accettare un esito in cui la Crimea rimanga in mani russe."
A quelle parti di opinioni pubbliche che spingono per una soluzione alla guerra che includa concessioni territoriali da parte dell'Ucraina, Hodges risponde che tale mentalità "mostra una completa mancanza di comprensione di chi e cosa sia la Russia". "Immaginate di chiedere agli italiani: 'La Sicilia è davvero parte dell'Italia? Dai, lasciamo che gli africani abbiano la Sicilia'."Oppure, 'Perché non rinunciate al Lago di Como per il bene della pace?'. È questo che si sta chiedendo all'Ucraina di fare".