Iran, Netanyahu arrivato alla Casa Bianca per incontro con Trump

L'ultimo incontro tra i due risale alla fine di dicembre a Mar-a-Lago

Trump e Netanyahu - Afp
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11 febbraio 2026 | 07.34
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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato alla Casa Bianca per l'incontro con Donald Trump con l'Iran al centro delle discussioni. L'ultimo incontro tra i due risale alla fine di dicembre a Mar-a-Lago.

Vance: "Trump cerca accordo, in caso contrario altra opzione sul tavolo"

"Il presidente ha detto al suo intero team che dobbiamo cercare di ottenere un accordo che garantisca che l'Iran non abbia armi nucleari. Ma se non possiamo ottenere questo accordo, allora c'è un'altra opzione sul tavolo", ha detto JD Vance rispondendo oggi ai giornalisti a Baku che gli chiedevano se sia ancora fiducioso in una soluzione diplomatica con l'Iran.

"Così penso che il presidente continuerà a mantenere le sue opzioni", ha aggiunto il vice presidente americano. Che poi, a chi gli chiedeva se l'amministrazione Trump vuole il cambio di regime in Iran, ha risposto: "Se il popolo iraniano vuole rovesciare il regime, questo dipende dal popolo iraniano. Quello su cui siamo concentrati ora è il fatto che l'Iran non abbia le armi nucleari, questo è stato il focus della politica del presidente Trump, sin dalla sua prima amministrazione".

"Per Teheran attacco inevitabile"

Molti funzionari iraniani ritengono che un altro scontro con gli Stati Uniti sia inevitabile e che i colloqui in corso possano solo ritardare l'azione militare americana. Lo ha riferito il Washington Post, citando un funzionario europeo in contatto con la leadership iraniana. "Hanno esaurito tutte le possibilità e lo sanno", ha affermato il funzionario.

Pezeshkian: "Non cerchiamo armi nucleari, pronti a qualsiasi verifica"

"Lo ribadisco ancora una volta: non cerchiamo armi nucleari. L'abbiamo detto più volte e siamo pronti a qualsiasi tipo di verifica", ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, durante le celebrazioni del 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica a Teheran.

"Tuttavia, un alto muro di sfiducia, creato dagli Stati Uniti e dall'Europa con le loro azioni e parole, impedisce ai colloqui di raggiungere risultati concreti", ha proseguito Pezeshkian, sottolineando che "se il mondo vuole davvero la diplomazia, deve mettere fine alle sue azioni provocatorie. L'Iran non si piegherà alle richieste eccessive e non arretrerà di fronte alle ingiustizie".

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