L'Irlanda assume la presidenza Ue nel 2026, concentrandosi su competitività, sicurezza e cercando l'accordo per il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-34.
Domani la presidenza di turno del Consiglio Ue passerà da Cipro all'Irlanda, per il secondo semestre del 2026. L'isola di smeraldo è uno dei paradisi fiscali interni dell'Ue, secondo la lista compilata dal Tax Justice Network, dove si piazza nona a livello mondiale, dietro ad un altro Paese Ue come l'Olanda (settima), ma prima del Lussemburgo (decimo); Cipro, che ha avuto la presidenza nel primo semestre, è 14esima.
In particolare l'Irlanda applica un tax rate assai favorevole alle multinazionali, molte delle quali l'hanno scelta come propria sede europea, anche grazie all'uso della lingua inglese e alla disponibilità di manodopera altamente qualificata: Alphabet (Google), Apple, Microsoft, Amazon e Meta, tra le altre, hanno il proprio quartier generale Ue nell'isola.
E' una strategia che ha portato ricchezza alla nazione, che ha superato da tempo la vicina Gran Bretagna in termini di Pil pro capite, anche depurando i dati dall'effetto multinazionali.
E' l'ottava volta che Dublino occupa la presidenza di turno dell'Unione: l'ultima volta l'aveva ricoperta nel 2013 e in precedenza nel 1975, 1979, 1984, 1990, 1996 e 2004. Il programma si fonda su tre pilastri: "Competitività: promuovere prosperità e benessere; valori: difendere il fondamento imprescindibile della nostra Unione; sicurezza: proteggere i nostri cittadini".
Più concretamente, uno dei primi compiti della presidenza irlandese sarà preparare una nuova 'negobox' per il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-34, dopo che quella approntata dalla presidenza cipriota è stata rigettata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che la considera "non equilibrata".
Tentare di raggiungere un accordo sull'Mff 2028-34 entro fine anno è chiaramente una priorità per la presidenza irlandese, che non a caso ha messo in calendario due Consigli Europei extra, un informale in Irlanda (preceduto da un summit della Comunità Politica Europea) e un altro possibile 'speciale', entrambi in novembre, per preparare il terreno ad un auspicato accordo nel Consiglio Europeo di dicembre, che è l'obiettivo dichiarato dal presidente Antonio Costa. Non è detto che venga centrato: sia il fronte dei Frugali sia quello dei mediterranei non hanno alcuna fretta di arrivare ad un accordo.
In politica estera, oltre al sostegno all'Ucraina, la presidenza irlandese vuole rafforzare le relazioni con Regno Unito, Usa e Canada. La presidenza dell'Irlanda, Paese vicino alla causa palestinese per ragioni storiche, continuerà ad impegnarsi per l'attuazione della soluzione a due Stati, per alleviare le "ingenti necessità umanitarie" a Gaza per contrastare il deterioramento della situazione in Cisgiordania.
In campo economico-finanziario, la priorità sarà data all'Unione dei risparmi e degli investimenti, il rebranding dell'Unione bancaria, una delle grandi incompiute di cui si parla da decenni, e all'euro digitale, un dossier sul quale le cose sembrano finalmente muoversi: dopo che il Parlamento Europeo ha finalmente raggiunto una posizione negoziale (ci sono voluti quasi tre anni), ora dovranno partire i negoziati con il Consiglio, sotto la presidenza irlandese.
Negli Affari Interni, la presidenza continuerà ad adottare un approccio "equo, fermo e basato sulle regole" alle migrazioni, l'asilo e i rimpatri.
Per quanto riguarda la competitività, un'area centrale nei lavori del Consiglio almeno dai rapporti Letta e Draghi in poi, la presidenza promette di portare avanti iniziative volte a rafforzare il mercato interno e a renderlo un ambiente più favorevole alle imprese e al lavoro, compresi i negoziati su Eu Inc. (il 28esimo regime), l'Industrial Accelerator Act, il Chips Act 2.0 e il futuro Eu Product Act.
La presidenza irlandese, riporta il programma, "continuerà a dare priorità all'eliminazione delle barriere nel mercato unico, alla riduzione degli oneri normativi, alla facilitazione degli scambi e all'accelerazione della trasformazione digitale, in linea con la tabella di marcia".
Nel Consiglio Ambiente, le priorità principali sono l'avanzamento della revisione dell'Ets 1, la revisione del Carbon Border Adjustment Mechanism, il dazio climatico dell'Ue e l'accordo e la finalizzazione di misure di salvaguardia rafforzate per l'Ets 1 e l'Ets 2.
Tra l'altro, questa presidenza sarà la prima che tocca all'Irlanda da quando l'irlandese, o gaelico, è diventata ufficialmente una lingua di lavoro dell'Ue, nel 2022. La promozione dell'uso dell'antica lingua, che in Irlanda sta vivendo una nuova fioritura, anche nel Consiglio è ufficialmente inserita tra le priorità della presidenza irlandese del 2026.