"Kushner Island": l'isola albanese che ha scatenato una guerra politica tra Washington e Tirana

L'isoletta albanese di Sazan, ceduta in concessione per 99 anni al fondo di Jared Kushner, usata dai democratici per accusare il clan Trump di cleptocrazia. Edi Rama difende l'affare come una scommessa sul futuro del Paese

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22 giugno 2026 | 19.49
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Si chiama Sazan (Saseno in italiano), è l'unica isola marina dell'Albania, si trova nel Mar Adriatico di fronte a Valona ed è rimasta per decenni una base militare segreta dell'era comunista, inaccessibile e incontaminata. Oggi il suo nome è diventato sinonimo di uno dei casi politici più esplosivi del 2026: un megaprogetto da 4 miliardi di euro legato ad Affinity Partners, il fondo d'investimento fondato da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. Il piano prevede la trasformazione di Sazan e di una vasta porzione della costa meridionale albanese (inclusa la laguna di Narta, area protetta e habitat di fenicotteri, foche e tartarughe marine) in una destinazione di lusso con hotel, ville, piscine e un porto privato, il tutto in concessione per 99 anni.

La "scoperta per caso", raccontata da Ivanka

Il caso è diventato un'arma nella campagna elettorale americana quando Ivanka Trump, moglie di Jared Kushner, ha rilasciato un'intervista al podcaster David Senra. Le parole usate dalla figlia del presidente hanno fatto il giro del mondo, scatenando indignazione in Albania e oltre. "Eravamo sulla barca di un amico e ci siamo fermati per nuotare. In pratica, è così che l'abbiamo trovata", ha raccontato Ivanka. "Abbiamo nuotato fino all'isola. Siamo andati a fare un'escursione, a piedi scalzi fino in cima, ed eravamo semplicemente rapiti". Il problema è che Ivanka ha descritto Sazan come una "isola privata" che avevano "scoperto", quando si tratta in realtà di una proprietà demaniale albanese, ceduta in concessione dallo Stato.

Pod Save America e la guerra politica americana

È stato il podcast dei democratici americani Pod Save America (condotto dagli ex consiglieri di Obama Jon Favreau, Jon Lovett, Dan Pfeiffer e Tommy Vietor) a usare quell'intervista come una bomba politica. I conduttori hanno mandato in onda il racconto di Ivanka in parallelo con le immagini delle proteste di piazza a Tirana, facendo notare l'abisso tra il tono sognante della figlia di Trump ("ci siamo innamorati di quell'isola") e la realtà di un Paese in rivolta.

Il caso è entrato a pieno titolo nel dibattito politico americano. I Democratici hanno usato la vicenda albanese come prova di quella che chiamano la "cleptocrazia" della famiglia Trump: la capacità del clan presidenziale di ottenere concessioni, contratti e favori da governi stranieri grazie alla vicinanza al potere della Casa Bianca. La testata progressista Mother Jones ha documentato come il progetto coinvolga una "rete di individui e società opache", l'agenzia albanese anticorruzione Spak ha aperto un'indagine formale sul progetto e ha disposto il congelamento dei conti bancari di una società immobiliare coinvolta nell'affare.

I Repubblicani e la Casa Bianca hanno risposto minimizzando le accuse, mentre il premier Edi Rama ha cercato di smorzare il fuoco politico dichiarando che "le critiche arrivano solo perché il progetto è legato a Trump".

Le proteste in Albania

In Albania, il caso ha prodotto le più grandi manifestazioni di piazza degli ultimi anni. Migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Tirana e sulla spiaggia di Zvërnec, a Valona, con striscioni che recitavano "Albania is not for sale". Decine di migliaia di manifestanti hanno risposto all'appello delle organizzazioni ambientaliste e della società civile, chiedendo la cancellazione immediata del progetto. Quarantuno organizzazioni ambientali di 28 Paesi avevano già scritto a Rama chiedendo la sospensione dell'iniziativa, citando i rischi per la biodiversità di alcune delle specie marine più a rischio al mondo.

Edi Rama: "Le proteste sono segno di democrazia"

Il premier albanese Edi Rama non arretra di un millimetro. La sua posizione è rimasta granitica anche sotto il fuoco delle critiche internazionali. "L'Albania non deve essere un Paese che teme un progetto straordinario come questo, dove partner eccezionali si sono uniti per investire 4 miliardi di euro. Non c'è nessuna possibilità che questo investimento si fermi finché sono io qui", ha dichiarato in conferenza stampa.

Rama ha anche respinto ogni accusa di vendita del suolo albanese, precisando che l'isola di Sazan "è una risorsa dello Stato e del popolo albanese, non è stata venduta e non lo sarà mai": il governo sarà "partner" dell'investimento, non cedente. E ai microfoni di Adnkronos, a margine del Forum FII Priority Europe di Roma, Rama ha inquadrato le proteste come fisiologiche in una democrazia sana: "Le proteste sono parte organica di una società libera e democratica, sono dappertutto e non mi sembra che siano un ostacolo" al cammino europeo dell'Albania. Anzi, ha aggiunto, "mi sembra che siano un'altra ragione per capire e rispettare l'Albania come un Paese libero, democratico, dove c'è dibattito e dove ci sono anche delle proteste pacifiche".

Quanto alle accuse di favoritismo verso Kushner, Rama ha raccontato al britannico Guardian che i contatti con il genero di Trump risalivano a quando "Donald Trump non sapeva se sarebbe andato alla Casa Bianca o in prigione", sostenendo che si tratta di un affare puramente economico, senza implicazioni politiche. Sul futuro del progetto, è rimasto ottimista: "Vi dico che sarà un progetto bellissimo, lo realizzeremo e saremo orgogliosi di contribuire all'Europa".

Il nodo geopolitico

Rama, che punta a chiudere i negoziati di adesione all'Ue entro la fine del 2027, ha bisogno di presentare un'Albania moderna e attrattiva per gli investitori. Ma il caso Kushner rischia di diventare un boomerang: un Paese che cede le sue aree protette al genero del presidente americano difficilmente passa inosservato a Bruxelles, e ancor meno nei corridoi del Congresso di Washington, alla vigilia di elezioni di metà mandato in cui i democratici puntano a indebolire il presidente in carica e tornare competitivi in vista delle presidenziali del 2028.

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