Papa, messa in Uruguay: "Costruiamo ponti che non soccombano alle correnti impetuose"

Il monito nella prima messa in Sudamerica: "Questa è la vocazione a cui tutti siamo chiamati: costruire ponti, rafforzare legami, unire, comunicare, trasmettere la gioia della fede"

Il Papa in Uruguay - (Afp)
Il Papa in Uruguay - (Afp)
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07 novembre 2026 | 15.25
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“Quanto è importante essere costruttori di ponti”. Lo ha detto il Papa nella sua prima messa in terra uruguaiana, il Paese meno cattolico del continente dove solo una persona su tre si dice apertamente cattolica. Il Pontefice utilizza l’immagine-simbolo della città: “In questa città di Paysandú si trova il Ponte internazionale Generale Artigas, che attraversa il fiume Uruguay, unendo due Paesi vicini. Non è difficile immaginare i benefici che genera un ponte: apertura, comunicazione, scambio. Perciò, quanto è importante essere costruttori di ponti”.

“Questa è la vocazione a cui tutti siamo chiamati: costruire ponti, rafforzare legami, unire, comunicare, trasmettere la gioia della fede. Inoltre, - osserva in un passaggio applaudito - è necessario che il ponte abbia buone fondamenta, affinché non soccomba alle correnti più impetuose. Certamente, così come la casa costruita sulla roccia rimane salda in mezzo alla tempesta e la casa edificata sulla sabbia rischia di crollare, anche un ponte ha bisogno dei supporti adeguati per non crollare sotto la forza del vento e delle acque”.

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