Proteste in Iran, sale a 35 il bilancio dei morti: oltre 1.200 arresti

Tra le vittime ci sono 29 manifestanti, quattro minori e due membri delle forze di sicurezza, con dimostrazioni segnalate in oltre 250 località di 27 delle 31 province del Paese

Proteste in Iran - (Ipa)
Proteste in Iran - (Ipa)
06 gennaio 2026 | 10.17
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È salito ad almeno 35 morti il bilancio delle violenze legate alle proteste in corso da due settimane in Iran, innescate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita e partite con una serrata da parte dei commercianti del bazar di Teheran, un centro economico nazionale. Lo riferisce l’agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency, che parla di oltre 1.200 persone arrestate in più di una settimana di proteste, precisando che tra le vittime ci sono 29 manifestanti, quattro minori e due membri delle forze di sicurezza, con dimostrazioni segnalate in oltre 250 località di 27 delle 31 province del Paese.

L’agenzia iraniana Fars ha invece riferito del ferimento di circa 250 poliziotti e 45 membri delle milizie Basij. L’escalation arriva mentre il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito Teheran che Washington potrebbe intervenire se i manifestanti pacifici venissero "uccisi violentemente". Le proteste, le più significative dal 2022 dopo la morte di Mahsa Amini, sono scoppiate sullo sfondo del collasso del rial e delle difficoltà economiche seguite a nuove sanzioni e alla recente guerra con Israele.

Autorità usano gas lacrimogeno contro manifestanti a Teheran

Le forze di sicurezza iraniane hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che stavano intonando slogan contro le autorità clericali, al bazar di Teheran, stando a quanto riferiscono una serie di gruppi per i diritti umani e si apprende dalle immagini pubblicate sui social media.

Per la repubblica islamica si tratta dell'ondata di proteste più seria dalle manifestazioni del 2022 e 2023 scatenate dalla morte in custodia di Mahsa Amini, arrestata per aver presumibilmente violato il rigido codice di abbigliamento per le donne. L'agenzia di stampa statale Fars ha riferito che "raduni sporadici" hanno avuto luogo intorno al bazar, con la polizia che ha disperso la protesta e i dimostranti che si sono dileguati nei vicoli vicini, precisando che parti del bazar, compreso il mercato dell'oro, sono state chiuse da mezzogiorno in una "protesta contro l'aumento dei tassi di cambio e l'instabilità dei prezzi".

In un filmato emerso sui social media e verificato dall'Afp si sentono i manifestanti sul posto gridare slogan tra cui "Pahlavi tornerà" e "Seyyed Ali sarà rovesciato", rispettivamente riferimenti alla monarchia dello Scià estromessa dalla rivoluzione islamica del 1979 e alla guida suprema Ayatollah Ali Khamenei. Decine di persone vengono viste gridare "libertà" e "senza vergogna" nei filmati pubblicati da Iran Human Rights, ong con sede in Norvegial, e da Human Rights Activists News Agency, agenzia di stampa con sede negli Stati Unit. Le forze di sicurezza hanno poi sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti, che si sono affrettati a disperdersi mentre un fumo acre si alzava dal suolo.

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