I due leader si mostrano sorridenti all’Eliseo prima del vertice su Hormuz. Un'immagine che diventa un messaggio di unione sulla sicurezza energetica
Una stretta di mano che sa di tregua. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron si mostrano sorridenti e vicini all’Eliseo, dopo settimane di schermaglie politiche e distanze diplomatiche. Un’immagine “affettuosa”, che arriva nel momento in cui l’Europa prova a ricompattarsi su uno dei dossier più sensibili: la sicurezza energetica globale e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
La foto, scattata all’arrivo della premier italiana a Parigi, racconta più di molte dichiarazioni ufficiali. Il gesto – mani intrecciate, sguardi distesi – segnala un clima diverso rispetto alle recenti tensioni tra Roma e Parigi. Colpisce anche la combinazione cromatica. Il rosso del blazer di Meloni, accanto al blu dell’abito di Macron, unito al bianco delle due camicie, finiscono per comporre, involontariamente?, la bandiera francese. Un dettaglio che restituisce visivamente l’idea di una ritrovata sintonia.
Il contesto è tutt’altro che leggero. All’Eliseo va in scena la riunione che punta a organizzare una missione multinazionale a tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale di idrocarburi. L’obiettivo è costruire una “coalizione di volenterosi” capace di garantire sicurezza ai traffici marittimi, tra sminamento e protezione dei mercantili, in una fase ancora segnata dal fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
In questo quadro, l’immagine Meloni-Macron assume un valore che va oltre il protocollo: è il tentativo, almeno visivo, di rimettere insieme i pezzi di un asse europeo che resta indispensabile quando la crisi si fa sistemica. E, per una volta, anche i colori sembrano aiutare.