Il segretario generale in audizione a Bruxelles: "L’era in cui gli Usa si accollavano la difesa è finita. Pensare di farcela da soli è un’illusione"
L'era in cui gli Stati Uniti "si accollavano gran parte degli oneri" legati alla difesa europea "è finita". Lo sottolinea il segretario generale della Nato Mark Rutte, in audizione in commissione Difesa del Parlamento Europeo a Bruxelles. "E' giusto e appropriato che Europa e Canada si assumano maggiori responsabilità per la propria difesa", aggiunge.
Chi pensa che l'Ue, o l'Europa, si possa "difendere" senza gli Stati Uniti d'America, "sogna", afferma ancora Rutte, aggiungendo che "quando il presidente Donald Trump farà cose buone lo loderò e non mi dispiacerà che pubblichi i messaggi di testo. Qualcuno pensa che l'Unione Europea, o l'Europa nel suo insieme, possano difendersi senza gli Stati Uniti? Continuate a sognare. Non può".
Il fatto è, continua, che "abbiamo bisogno l'uno dell'altro: e perché? Prima di tutto, perché anche gli Stati Uniti hanno bisogno della Nato. Gli Stati Uniti non sono nella Nato solo per evitare un errore fatto dopo la Prima guerra mondiale", quello di ritirarsi dagli affari del Vecchio Continente, solo per dover intervenire nella Seconda guerra mondiale.
Secondo Rutte, Trump ha "ragione" a sottolineare che nella Nato c'è "un problema" che riguarda la sicurezza dell'Artico. Lo dice il segretario generale Mark Rutte. "Lo difenderò solo per irritarvi", ha scherzato, rivolgendosi agli eurodeputati, per poi rifarsi serio. "No. Credo davvero che meriti una difesa. È stato lui", durante il suo primo mandato presidenziale, "a dire che c'è un problema con la sicurezza nell'Artico, e lo ha fatto di nuovo quando è tornato in carica, a gennaio. E penso che abbia ragione: c'è un problema con la regione artica".
Nell'estremo nord, prosegue, "c'è un problema di sicurezza collettiva, perché queste rotte marittime si stanno aprendo. E perché i cinesi e i russi sono sempre più attivi. La Cina, ovviamente, non confina con l'Artico, ma è molto coinvolta lì, insieme ai russi. Quindi, è chiaro che dobbiamo affrontare questo problema. E questo significa che, per quanto riguarda le capacità, vedremo nella Nato come affrontare la questione. Abbiamo un processo ben consolidato di definizione degli obiettivi di capacità. Quindi, ora esamineremo il sistema degli obiettivi di capacità", conclude.
"Come disse Winston Churchill nel suo famoso discorso del 1941 al Congresso degli Stati Uniti - continua Rutte, che è laureato in Storia - sono nella Nato, perché gli Stati Uniti devono rimanere al sicuro. E la regione artica ne è la prova. Hanno bisogno di un Artico sicuro, hanno bisogno di mettere in sicurezza l'Euroatlantico e hanno anche bisogno di mettere in sicurezza l'Europa", conclude.
Il 26 dicembre 1941, meno di tre settimane dopo l'attacco giapponese contro Pearl Harbor del 7 dicembre, che determinò l'entrata in guerra degli Usa contro le potenze dell'Asse, Winston Churchill tenne un celebre discorso al Congresso, in cui sottolineò l'interdipendenza del Vecchio e del Nuovo Mondo sul piano della sicurezza. "Due volte in una sola generazione - disse il primo ministro britannico - la catastrofe della guerra mondiale si è abbattuta su di noi. Due volte nella nostra vita il lungo braccio del destino si è allungato oltre gli oceani, per portare gli Stati Uniti in prima linea nella battaglia".
"Se fossimo rimasti uniti dopo l'ultima guerra - notò Churchill - se avessimo adottato misure comuni per la nostra sicurezza, questa rinnovata maledizione non si sarebbe mai abbattuta su di noi. Non dobbiamo forse a noi stessi, ai nostri figli, all'umanità tormentata, assicurarci che queste catastrofi non ci travolgano per la terza volta? È stato dimostrato che le pestilenze possono scoppiare nel Vecchio Mondo e portare le loro devastazioni distruttive nel Nuovo Mondo, da cui, una volta in atto, il Nuovo Mondo non può sfuggire", concluse.