La Ue lancia una strategia per raggiungere l'obiettivo di abolire la povertà entro il 2050, ma il M5S la critica come "inadeguata" per gli scarsi impegni e i pochi fondi.
Abolire la povertà nell'Ue entro il 2050. E' uno degli obiettivi della Commissione Europea, che oggi a Bruxelles ha presentato una strategia contro la povertà che definisce un percorso per raggiungere l'obiettivo Ue, stabilito nel piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali, di ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale entro il 2030, contribuendo a "eradicare la povertà" entro il 2050.
La strategia si articola in tre priorità: posti di lavoro di qualità per tutti; accesso effettivo a servizi di qualità e a un adeguato sostegno al reddito; azione coordinata contro la povertà.
La strategia elenca una serie di azioni per raggiungere queste priorità. Tra l'altro, la Commissione consulterà le parti sociali su un possibile nuovo strumento giuridico per l'integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro. La strategia delinea anche le modalità per sostenere gli anziani, attraverso pensioni "adeguate".
Inoltre la strategia, che non è un atto legislativo e quindi ha un valore relativo, non essendo vincolante, sottolinea la necessità di unire le forze con i governi nazionali, regionali e locali, le imprese e la società civile per combattere la povertà, anche attraverso la creazione di una coalizione contro la povertà entro la fine dell'anno e un nuovo dialogo strutturato per consultare le persone che vivono in povertà sulle politiche pertinenti.
Per Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento Europeo, "la strategia anti-povertà annunciata dalla Commissione Europea è del tutto inadeguata. Si tratta di una proposta frammentata e parziale, priva di impegni politici concreti e dei relativi finanziamenti. Lo stanziamento di 100 miliardi di euro annunciato in pompa magna era già previsto dall’attuale quadro finanziario pluriennale: non ci sono risorse aggiuntive sul sociale".
Eppure, continua Tridico, "come ammesso dalla stessa Commissione Europea oggi, ben 93 milioni di persone sono a rischio povertà così come un cittadino disabile su tre, numeri che pretenderebbero una attenzione nuova al problema. E invece non vi è un reale impegno a favore di politiche che promuovano l'occupazione e aumentino i salari, né l'accesso universale a servizi pubblici di qualità. In materia di alloggi, poi, la Commissione fa riferimento a un piano esistente che si è rivelato inefficace".
"In questi mesi come intergruppo 'Fighting Against Poverty' - aggiunge l'eurodeputato M5S Danilo Della Valle - abbiamo lavorato duramente per arrivare alla prima Strategia UE contro la povertà. La nostra pressione costante ha fatto sì che la lotta alla precarietà tornasse finalmente al centro dell’agenda politica europea e del dibattito pubblico".
Tuttavia, osserva Della Valle, "manca un cambio di passo: se la Commissione Europea avesse voluto fare sul serio, avrebbe trasferito immediatamente i fondi stanziati per il riarmo sul sociale e per finanziare redditi minimi che facciano uscire la popolazione dal rischio povertà". L'Italia è uno dei pochi Paesi Ue in cui i redditi reali delle famiglie sono diminuiti negli ultimi sedici anni: nel 2024 era ancora inferiore a quello del 2008.
Per la vicepresidente della Commissione Roxana Minzatu, "l'Europa si è sempre distinta non solo per la sua forza economica, ma anche per il suo modello sociale e la sua solidarietà. Nei prossimi anni questi valori saranno messi alla prova e la nostra risposta plasmerà non solo le nostre economie, ma anche la fiducia che i cittadini ripongono nell'Europa".
Per questo motivo, ha continuato Minzatu, "la strategia Ue contro la povertà, la prima nel suo genere, è fondamentale per il nostro futuro: con politiche incisive e un'attuazione efficace in tutti gli Stati membri, deve contribuire a prevenire la caduta in povertà e ad accelerare le azioni a favore di coloro che ne sono già colpiti".