Attacchi su Kiev, Kharkiv e Zaporizhzhia. Zelensky: "Mosca preferisce terrorizzare piuttosto che trattare". Rutte: "Alleati diano fondo a scorte armi"
Nuovi, pesanti attacchi russi nella notte contro Kiev, Kharkiv e altre città dell'Ucraina. Con "più di 500 missili e droni" la notte scorsa "i russi hanno sferrato un altro attacco massiccio" in Ucraina "prendendo di mira infrastrutture energetiche e civili in otto regioni, comprese quelle di Kiev, Kharkiv, Dnipro e Sumy", un "tentativo di far congelare i civili fino alla resa", ha scritto su X la premier ucraina, Yulia Svyrydenko, sottolineando come le "temperature siano scese fino a -25" e accusando la Russia di aver puntato "deliberatamente a lasciare centinaia di migliaia di persone, bambini e anziani inclusi, senza riscaldamento o elettricità".
"La maggior parte dei missili e dei droni sono stati intercettati - ha spiegato - Non appena l'attacco è stato respinto i nostri tecnici del settore energetico sono stati in grado di portare avanti i lavori di ripristino nelle centrali". La premier ha ringraziato i "partner internazionali" e chi è al lavoro per ridare elettricità e riscaldamento agli ucraini. "Coloro che hanno pianificato, ordinato ed eseguito questi attacchi sono criminali di guerra - ha scandito - Ognuno di loro deve risponderne e ne risponderà".
Mosca preferisce condurre nuovi attacchi piuttosto che affidarsi ai colloqui di pace, ha dichiarato sui social il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo gli ultimi attacchi sferrati da Mosca e alla vigilia della ripresa dei colloqui di Abu Dhabi. "Approfittare dei giorni più freddi dell'inverno per terrorizzare la gente è più importante per la Russia che affidarsi alla diplomazia", ha affermato Zelensky.
Per porre fine alla "terribile guerra" contro gli invasori russi, l'Ucraina dovrà fare "scelte difficili", ha intanto detto oggi il segretario generale della Nato Mark Rutte, parlando alla Rada, il Parlamento ucraino a Kiev. "Oltre ad avere robuste forze armate - ha affermato - l'Ucraina ha bisogno di solide garanzie di sicurezza. Gli Stati Uniti, l'Europa e il Canada hanno affermato la loro disponibilità a fornire le garanzia" necessaria affinché "l'Ucraina sia in grado di forgiare una pace con la Russia. I membri della coalizione dei volonterosi hanno fatto progressi incoraggianti su queste garanzie, quando si sono incontrati il mese scorso a Parigi".
"Ero presente a quell'incontro - ha proseguito - e c'era anche il presidente Volodymyr Zelensky. Alcuni alleati europei hanno annunciato che dispiegheranno truppe in Ucraina, dopo che sarà raggiunto un accordo. Truppe a terra, jet nei cieli, navi sul Mar Nero. Gli Stati Uniti saranno la garanzia retrostante; altri hanno promesso di sostenere in altri modi. Le garanzie di sicurezza sono solide. Questo è cruciale, perché sappiamo che arrivare a un accordo per porre fine a questa terribile guerra richiederà scelte difficili", ha concluso.
Per la seconda volta in pochi giorni, Rutte ha poi esortato gli alleati a mandare armamenti in Ucraina. "Esorto gli alleati a dare fondo alle loro scorte, a offrire tutto ciò che possono per soddisfare le esigenze dell'Ucraina, in particolare la difesa aerea. La buona notizia è che la produzione di difesa sta aumentando nei Paesi alleati e, soprattutto, anche qui - ha detto - Stiamo imparando da voi: state innovando in modi unici e impressionanti. Di conseguenza, molte nazioni della Nato stanno lavorando per investire direttamente nella vostra industria della difesa".
Rutte ha assicurato che l'Alleanza atlantica continua a stare "al fianco dell'Ucraina". Il presidente russo Vladimir Putin "pensava di poterci prendere per stanchezza, pensava che l'Ucraina fosse debole, che i vostri sostenitori si sarebbero stancati, che la nostra volontà avrebbe vacillato. Si è sbagliato di grosso. L'Ucraina è forte e il nostro sostegno è incrollabile".
Il segretario generale della Nato ha riconosciuto che "la concentrazione su altri eventi globali abbia potuto causare la preoccupazione che la nostra attenzione potesse essere dirottata" altrove, mentre "avevate bisogno del nostro supporto più che mai, mentre le temperature precipitavano, gli attacchi alle vostre infrastrutture energetiche si intensificavano e i colloqui per porre fine a questa terribile guerra continuavano. Ma vi assicuro che la nostra attenzione non è stata distolta. L'Ucraina è e rimarrà essenziale per la nostra sicurezza. E il nostro impegno a sostenere l'Ucraina è costante", ha sottolineato Rutte.
Il presidente degli Usa Donald Trump e il suo team, ha affermato ancora, "sono determinati a fermare lo spargimento di sangue con il supporto degli alleati dell'America. Ed è chiaro che l'Ucraina è impegnata. Sono in corso colloqui diretti e questo è un progresso importante. Ma attacchi russi come quelli di ieri sera non sono un segnale di serietà riguardo alla pace".
Il presidente francese Emmanuel Macron si sta preparando a riprendere il dialogo con Vladimir Putin, a quasi quattro anni dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, sebbene Mosca non abbia mostrato una "reale volontà" di negoziare il cessate il fuoco. "Si sta lavorando in questa direzione e quindi sono in corso discussioni a livello tecnico", ha dichiarato Macron ai giornalisti mentre è in visita nel nord-est della Francia, spiegando che i preparativi avvengono "in modo trasparente" e in consultazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con gli alleati europei.
Macron ha ribadito che la Francia continua a sostenere Kiev, ma che un contatto con il Cremlino è necessario per discutere le garanzie di sicurezza dopo la guerra. "In questo contesto è importante che gli europei ripristino i propri canali di discussione - ha affermato, senza tuttavia indicare delle tempistiche precise - Penso che sarebbe utile, ma non credo che la Russia sia attualmente disposta a concludere un accordo di pace nei prossimi giorni o settimane". Il presidente francese ha aggiunto che "continuiamo a sostenere l'Ucraina, che è sotto i bombardamenti, al freddo con attacchi contro i civili e contro le infrastrutture energetiche da parte dei russi, il che è intollerabile e non dimostra una genuina volontà di negoziare per la pace".
Ripetute violazioni di qualsiasi futuro accordo di cessate il fuoco da parte della Russia porterebbero ad una risposta militare coordinata da Stati Uniti ed Europa: questo - riferisce il 'Financial Times' citando fonti informate - quanto emerge su una proposta discussa da funzionari ucraini, europei e americani.
Una violazione del cessate il fuoco da parte della Russia riceverebbe risposta entro un giorno, cominciando con un "avvertimento diplomatico" e una risposta dell'esercito ucraino per porre fine alla violazione, hanno dichiarato al 'Financial Times' tre fonti a conoscenza del piano.
Se i combattimenti dovessero continuare, scatterebbe la seconda fase di intervento con l'impiego di forze della "coalizione dei volenterosi", composta da oltre 20 alleati dell'Ucraina che hanno accettato di fornire garanzie di sicurezza a Kiev una volta negoziato un cessate il fuoco con la Russia.
Se la violazione del cessate il fuoco si trasformasse in un attacco più ampio, tre giorni dopo la prima infrazione si innescherebbe una risposta militare coordinata da parte di una forza sostenuta dall'Occidente, che coinvolgerebbe anche l'esercito statunitense. Funzionari americani, europei e ucraini hanno discusso le proposte in diverse occasioni a dicembre e gennaio, secondo il Ft.
Il primo ministro britannico Keir Starmer - che è stato in prima linea nell'iniziativa della "coalizione dei volenterosi" - ha dichiarato il mese scorso, dopo i colloqui a Parigi, che Regno Unito e Francia avrebbero inviato truppe in Ucraina "in caso di un accordo di pace" con la Russia.
Per domani e giovedì è previsto il secondo round di negoziati tra delegazioni russa, ucraina e americana ad Abu Dhabi.