Ue: pacchetto sovranità tecnologica per indipendenza digitale europea

L'Ue lancia un pacchetto per la sovranità tecnologica europea, mirando a rafforzare semiconduttori, intelligenza artificiale e cloud per ridurre le dipendenze esterne.

La vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen  - Fotogramma/Ipa
La vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen - Fotogramma/Ipa
03 giugno 2026 | 14.14
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La Commissione Europea lancia un pacchetto per la sovranità tecnologica europea, un insieme di misure che mirano a rafforzare per via legislativa le capacità dell'Europa nei settori dei semiconduttori, dell'intelligenza artificiale (Ia), del cloud e del software open source, malgrado l'Ue non conti neanche un'azienda tra le prime trenta compagnie tecnologiche mondiali per ricavi, che sono principalmente statunitensi, e in secondo luogo taiwanesi, cinesi, sudcoreane e giapponesi.

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Di certo, ammette un alto funzionario Ue, "non è che ora, all'improvviso, l'Europa si chiude e inizia a sfornare microchip e algoritmi per l'Ia" in proprio "dal nulla". L'economia Ue è inserita in una "tela di relazioni complesse", con "molte dipendenze", ma anche "alcuni punti di forza", il più noto dei quali è l'olandese Asml, leader mondiale nelle macchine litografiche per produrre microprocessori. I provvedimenti fanno leva sui punti di forza dell'Ue e cercano, per quanto possibile, di rimediare ai punti deboli.

Il pacchetto comprende due proposte di regolamento, il Chips Act 2.0 e il Cloud and AI Development Act, oltre ad atti non legislativi, come la strategia per l'open source e una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'Ia nel settore energetico. Punta tra l'altro a fornire incentivi ai territori Ue per l'adozione dell'Ia e la produzione di microprocessori.

Secondo la Commissione, queste misure sostengono l'ambizione dell'Europa di diventare un "continente dell'Intelligenza artificiale", malgrado i ritardi accumulati in questo settore nei confronti di Usa e Cina. I provvedimenti dovrebbero comunque contribuire ad ampliare la scelta nelle tecnologie chiave per le imprese, i cittadini e le amministrazioni pubbliche dell'Ue.

L'iniziativa giunge in un momento in cui l'Europa rimane "fortemente dipendente" da fornitori esterni all'Unione Europea per le tecnologie digitali di base e in cui la domanda di capacità di calcolo aumenta vertiginosamente con la diffusione dell'intelligenza artificiale. È concepita per "ridurre le dipendenze strutturali" e consentire che l'Europa possa sviluppare, implementare e proteggere le tecnologie su cui gli europei fanno affidamento.

Secondo la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, "non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che garantiscono il funzionamento dei nostri ospedali, la stabilità delle nostre reti energetiche e la sicurezza dei nostri servizi. Si tratta di proteggere i nostri cittadini, difendere i nostri interessi e fare le nostre scelte. L'Europa possiede il talento, l'eccellenza nella ricerca, la base industriale e il mercato unico. Insieme, dobbiamo trasformare questi punti di forza in sovranità tecnologica".

Il Chips Act 2.0 si baserà sui pochi punti di forza dell'Europa, compresi i microchip di largo consumo, e rafforzerà le capacità nelle tecnologie dei semiconduttori all'avanguardia che alimentano le applicazioni di intelligenza artificiale. Accelererà le procedure di autorizzazione, intensificherà la cooperazione con partner affini e introdurrà un nuovo marchio di eccellenza per le regioni europee dei semiconduttori.

Inoltre, punta ad avvicinare i produttori europei di chip ai loro clienti e sfrutterà la domanda dei settori in crescita, come i data center, i fornitori di servizi cloud e le Gigafactory per l'Ia. Infine, sosterrà gli investimenti e i progetti strategici, affrontando al contempo le vulnerabilità che potrebbero mettere a rischio l'approvvigionamento.

Il Cloud and Ai Development Act è una componente centrale del piano d'azione continentale della Commissione per l'Ia. Mira a triplicare la capacità dei data center in Europa nei prossimi cinque-sette anni e a rafforzare il ruolo della strategia Apply AI per promuovere l'adozione dell'intelligenza artificiale.

La legge sosterrà la ricerca e l'innovazione nelle tecnologie all'avanguardia e sostenibili. Semplificherà le condizioni per la realizzazione di data center in tutta l'Ue, concentrandosi su strutture sostenibili e innovative, su scala adeguata alla transizione verde e digitale. Introdurrà inoltre un quadro unico a livello europeo per valutare la sovranità in materia di cloud e intelligenza artificiale, mantenendo al contempo la maggior parte del mercato aperto a partner affini.

Il provvedimento contribuirà a proteggere le applicazioni critiche e i dati sensibili, e a sostenere lo sviluppo e l'implementazione di tecnologie cloud e di intelligenza artificiale avanzate. Inoltre, favorirà un approccio maggiormente coordinato all'adozione dell'Ia negli Stati membri, anche attraverso i centri di esperienza e accelerazione per l'Ia, che fungono da hub locali per supportare l'integrazione e la scalabilità dell'Ia.

La Strategia Open Source si fonda sui 3 mln di contributori open source che vivono nell'Ue, per sviluppare e fornire soluzioni più autonome, puntando sulle alternative open source in aree prioritarie come il cloud, l'intelligenza artificiale, le tecnologie internet, la sicurezza informatica e i semiconduttori. La strategia sosterrà anche un maggiore utilizzo dell'open source nelle pubbliche amministrazioni attraverso linee guida per gli appalti e buone prassi pratiche. Incoraggerà l'adozione di soluzioni europee e sosterrà gli standard e l'interoperabilità.

La tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale nel settore energetico definisce come l'intelligenza artificiale e altre soluzioni digitali possano garantire l'integrazione sostenibile delle infrastrutture digitali nel nostro sistema energetico, contribuendo al contempo a renderlo più efficiente. L'obiettivo è introdurre i data center nel nostro sistema energetico in modo sostenibile. La Commissione agevolerà la cooperazione tra il settore energetico e quello digitale per garantirne una efficiente integrazione nella rete, nonché la fornitura di energia pulita, salvaguardando al contempo le risorse idriche ed energetiche.

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