L'Ue deve "assumersi la responsabilità" della propria difesa, cosa che stanno facendo i Paesi dell'Europa settentrionale, e il loro interesse è quello di spingere l'Europa meridionale a "recuperare e fare di più".
Lo dichiara Kristi Raik, direttrice dell'International Centre for Defence and Security, centro studi che organizza la Lennart Meri Conference, nel corso di una diretta dell'Adnkronos dal terreno. L'evento, come sottolinea, è un'occasione per "spiegare la nostra comprensione della situazione della sicurezza europea" in un "momento di svolta nel sistema di sicurezza internazionale".
"Per l'Europa, questa è una sfida enorme. Perché ora siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo davvero assumerci la responsabilità come europei. Questo è ciò che i nostri alleati americani ci hanno detto molto chiaramente: l'Europa dovrebbe assumersi la responsabilità della propria difesa convenzionale. E ora non è più una questione di scelta: o ci assumiamo la responsabilità noi, o nessuno lo farà", spiega Raik.
"Quindi dobbiamo agire, ed è quello che i Paesi nordici-baltici, la Polonia e sempre più la Germania, direi l'intera parte settentrionale dell'Europa, stanno prendendo molto sul serio ora. E naturalmente, il nostro interesse è spingere anche i nostri amici nell'Europa meridionale a recuperare e a fare di più, a sviluppare la capacità di difesa europea in modo da avere una difesa e una deterrenza sufficienti, anche se e quando gli Stati Uniti ridurranno la loro presenza in Europa".
Le ultime notizie sulla cancellazione da parte degli Stati Uniti del dispiegamento di 4.000 soldati in Polonia "sono, ad essere onesti, molto difficili da spiegare", con una logica fumosa, "e sembra aver colto di sorpresa la maggior parte delle persone": tutto questo segnala che "dobbiamo davvero prepararci anche a ulteriori sorprese".
"Credo che dovremmo prendere sul serio le aspettative degli Stati Uniti, che si aspettano davvero che gli europei si assumano le proprie responsabilità. E, idealmente, questo avverrà in modo gestito e graduale, passo dopo passo", sottolinea Raik. "L'elemento incoraggiante in tutto questo quadro un po' cupo è che, se guardiamo a come l'Ucraina sta conducendo la guerra, sono stati molto innovativi, molto creativi, nello sviluppare le loro nuove tecnologie di difesa. Ora hanno la capacità di colpire in profondità il territorio russo, il che è davvero una nuova conquista. E credo che questo ci dia anche fiducia in Europa riguardo al fatto che ce la faremo. Ma dobbiamo avere l'Ucraina dalla nostra parte", conclude.