Con lo scrutinio delle primarie in corso, Lewis George ha un vantaggio a due cifre, mentre Kenyan McDuffe, un democratico centrista, è al 34%
Dopo la vittoria di Zohran Mamdani a New York, anche Washington D.C potrebbe avere una sindaca socialista, che sarebbe destinata ad una coabitazione quanto mai complessa con Donald Trump. Con oltre il 60% dei voti delle primarie democratiche scrutinati, Janeese Lewis George, attuale membro del consiglio cittadino che si definisce 'democratic socialist', è nettamente in testa, con oltre il 50% dei voti, mentre è al 34% Kenyan McDuffe, un democratico centrista come la sindaca uscente Muriel Bowser, da 12 anni alla guida di Washington.
"Quello che sembrava un sogno lontano poco tempo fa è già storia che si svolge davanti i nostri oggi - ha detto Lewis George ai suoi sostenitori mentre arrivavano i primi risultati del suo successo - questo momento è per quelli di noi che si rifiutano di rinunciare alla speranza di un governo che lavori per tutti noi". In realtà ci vorrà forse ancora del tempo prima di poter avere i risultati definitivi, visto che si è votato con un nuovo sistema e, se alla fine dello scrutinio della prima scelta nessun candidato avrà la maggioranza, si passerà a scrutinare le seconde scelte.
In ogni caso, Lewis George ha un vantaggio così netto su McDuffie da poter considerare a portata di mano la possibilità di diventare a novembre la prima sindaca socialista di Washington. Una possibilità che non piace per nulla, ovviamente, a Trump:"forse ci riprenderemo Washington e la gestiremo a livello federale, non accetteremo questa cosa", ha detto il presidente rispondendo ad una domanda sulla possibile vittoria di Lewis George, riferendosi al fatto che la capitale ha un sindaco eletto dai cittadini solo dal 1974, dopo l'approvazione della legge che ha conferito alla città, fino ad allora governata da commissioni federali e dal 1967 da un 'sindaco' nominato dal presidente, una forma di autogoverno. Alle radici del successo di Lewis George forse c'è un forte voto di protesta contro il licenziamenti di decine di migliaia di dipendenti federali, voluti da Trump, che hanno provocato problemi a cascata per l'economia locale. Ma si inserisce anche in un movimento più ampio, che è stato per esempio decisivo per la vittoria di Mamdani, contro il costo della vita eccessivo nelle grandi città, con affitti, bollette e spesa per i beni alimentari alle stelle.
Un sondaggio di Fox News dello scorso marzo registrava che il 38% degli americani ritiene che sia un bene per gli Stati Uniti muoversi dal capitalismo degolarizzato verso quello che negli Usa viene chiamato socialismo, che in realtà corrisponde a programmi e politiche socialdemocratiche. Una percentuale che sale al 53% tra gli elettori più giovani sotto i 30 anni che, come spiega a Abcnew la ricercatrice del Cato Institute Emily Ekins, "vogliono un'assistenza sanitaria sostenibile, affitti sostenibili, un'economia più equa in cui i ricchi non ottengono favori speciali dal governo".
"Credo che abbiamo una possibilità, ma dobbiamo mobilitare nuovi elettori, elettori giovani e bisogna parlare di cambiare veramente il sistema perché non funziona per la gente comune", afferma Francesca Hong, ex ristoratrice candidata come democratic socialist a governatore in Wisconsin, spiegando che sono le persone che hanno difficoltà economiche e che non riescono a pagare le bollette che sostengono candidati come lei.
I Democratic Socialist of America hanno assunto una posizione di rilievo nel partito nel 2018 quando diversi suoi esponenti, comprese Alexandria Ocasio-Cortez e Ilhan Omar, sono stati eletti al Congresso. Ma a mobilitare l'elettorato giovanile sono state sicuramente le due, fallite, campagne presidenziali di Bernie Sanders, l'anziano senatore considerato il padre della sinistra dem che si è candidato alla Casa Bianca nel 2016 e nel 2020.
L'exploit a New York di Mamdani lo scorso anno ha aperto poi una nuova stagione di successi dei socialisti democratici nelle primarie in vista del voto di novembre quando non solo a Washington ma anche a Los Angeles per la poltrona di sindaca sarà in lizza una dem socialist, Nithaya Raman, la consigliera comunale che sfiderà la sindaca in carica Karen Bass, dopo aver sconfitto Spencer Pratt, l'ex star di reality show trumpiano che aveva messo in campo ingenti forze per ottenere la candidatura. Se sia Lewis George che Raman dovessero alla fine vincere, allora tre delle principali città americane, New York, Washington e Los Angeles avranno sindaci 'socialisti'.