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Esplosioni anche a Tel Aviv e Gerusalemme. Pezeshkian: "E' guerra all'Islam". Putin: "Condoglianze, diritto violato". Pasdaran minacciano "l'offensiva più feroce della storia" contro Usa e Israele. Missili dei Pasdaran contro portaerei Lincoln. Trump: "Li colpiremo con forza mai vista prima"
L'Iran conferma la morte dell'ayatollah Ali Khamenei nell'attacco di ieri condotto da Stato Uniti e Israele. E lancia una nuova ondata di attacchi in Medio Oriente, con esplosioni segnalate in diverse capitali e grandi città dei Paesi del Golfo, l'Oman, a Dubai, Doha e Manama.
Violente esplosioni sono state registrate nel centro di Teheran. La posizione esatta e la causa delle esplosioni non sono state al momento chiare. In precedenza il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato che gli attacchi al cuore di Teheran sarebbero andati avanti ancora per molti giorni. La sede della radio e della televisione di Stato iraniana è stata colpita in uno dei rais, ha reso noto la stessa emittente.
Dal canto suo l'Iran ha lanciato una raffica di missili contro il centro, il nord e il sud di Israele secondo quanto riportato da Haaretz. Forti esplosioni sono state sentite anche a Tel Aviv e a Gerusalemme.
I Guardiani della Rivoluzione avevano annunciato di aver lanciato quattro missili balistici contro la portaerei Uss Abraham Lincoln. Mentre il Centcom ha reso noto che tre militari statunitensi sono stati uccisi in azione e cinque sono rimasti gravemente feriti. L'attacco, hanno riferito due funzionari statunitensi citati dalla Nbc, è avvenuto in Kuwait.
"L'uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra ai musulmani", ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Mentre il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, ha annunciato che oggi è iniziato il processo di transizione per la successione alla Guida suprema. A guidarlo sarà Pezeshkian e due alti funzionari, ha confermato Ali Larijani. L'Iran avrà una nuova Guida Suprema "entro uno o due giorni", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Confermata anche la morte del capo di Stato maggiore delle Forze armate, Abdul Confermata Mousavi, e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Uccisi anche il consigliere per la sicurezza di Ali Khamenei, Ali Shamkhani, e del comandante in capo dei Pasdaran, Mohammad Pakpour.
Mentre è giallo sulle condizioni di salute dell’ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, dopo che nelle scorse ore alcuni media israeliani e iraniani avevano riportato la sua morte in seguito ai bombardamenti sulla sua residenza.
Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso "le sue più sentite condoglianze" a Pezeshkian, affermando che l'assassinio della Guida Suprema dell'Iran e della sua famiglia è stato commesso "in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale".
L'annuncio ufficiale della morte era arrivato alle 5 ora locale - le 2.30 in Italia - mentre venivano trasmesse immagini d'archivio con lo schermo listato a lutto. La televisione di Stato iraniana ha annunciato un periodo di lutto di 40 giorni e sette giorni festivi.
Dopo l'attacco, i Pasdaran hanno minacciato "l'offensiva più feroce della storia" contro Stati Uniti e Israele. Immediata la replica di Donald Trump che in un post su Truth avverte: "L'Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo facciano, però, perché se lo faranno, li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima".
Per il post Khamenei "ci sono alcuni buoni candidati", ha detto Trump parlando con la Cbs ma senza fornire ulteriori dettagli. All'emittente americana, con cui ha parlato nella notte, il presidente ha anche detto che dopo la morte della guida suprema iraniana una soluzione diplomatica potrebbe essere più facile. "Molto più facile adesso di quanto ovviamente non fosse un giorno fa, perché stanno subendo una brutta sconfitta", ha affermato Trump, che ha definito quello di ieri "un grande giorno per questo Paese, un grande giorno per il mondo".
Intanto, dopo gli attacchi di ieri, nuove esplosioni si sono udite questa mattina a Dubai, Doha e Manama per il lancio di missili dall'Iran.
Sirene dell'allarme aereo a Gerusalemme, Tel Aviv e in altre località centrali di Israele. Le sirene "hanno suonato in diverse regioni del Paese, dopo l'identificazione di missili lanciati dall'Iran verso Israele", ha dichiarato l'esercito, assicurando che "l'aviazione interviene per intercettare e colpire le minacce, quando necessario, al fine di eliminarle".
Il generale di brigata Ahmad Vahidi è stato nominato nuovo comandante dei Guardiani della Rivoluzione. Lo riferiscono i media statali iraniani. L'ex ministro della Difesa e capo della Forza Quds dei Pasdaran prende il posto di Mohammad Pakpour, ucciso nei raid statunitensi ed israeliani di ieri.