Iran, Teheran: "Posizione Usa verso approccio più realistico"

Larijani: "Permetteremo ad Aiea di ispezionare siti nucleari". Ma blinda il programma missilistico: "Non negozieremo". Il ministro degli Esteri Araghchi a Ginevra per i colloqui con gli Usa: "Sottomissione alle minacce non è sul tavolo negoziati"

Iran, Teheran:
16 febbraio 2026 | 09.38
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Alla vigilia del secondo round di negoziati con gli Stati Uniti previsto domani a Ginevra, l'Iran ha dichiarato che la posizione di Washington sul programma nucleare di Teheran "si è spostata verso una posizione più realistica". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, citato dall'agenzia Irna. "Una valutazione prudente è che, dalle discussioni finora avvenute a Muscat, almeno per quanto ci è stato riferito, la posizione statunitense sulla questione nucleare iraniana si è spostata verso un approccio più realistico", ha detto il portavoce.

Baqaei non ha nascosto che "negoziamo in condizioni di massimo sospetto e sfiducia. Abbiamo esperienze passate e non possiamo dimenticarle neanche per un attimo". Quindi ha ribadito la volontà dichiarata di Teheran di chiudere i negoziati nel più breve tempo possibile. I colloqui di Ginevra, ha affermato, saranno il proseguimento dei contatti avvenuti in Oman e il quadro negoziale dell'Iran è "assolutamente chiaro". "Per noi il tempo è importante - ha osservato - La nostra gente è sotto pressione a causa delle sanzioni ingiuste e ragione e logica dicono dovremmo poter riuscire al più presto ad arrivare alla revoca di queste sanzioni. Non ci sono vantaggi dal prolungamento delle sanzioni".

Nelle dichiarazioni non mancano critiche agli Stati Uniti. "Il problema che abbiamo è nel cambiamento delle opinioni e nelle posizioni contraddittorie, non solo da parte dei negoziatori, ma anche da parte di altri funzionari statunitensi - ha accusato - Mandano segnali e messaggi completamente contraddittori e nulla indica serietà".

Sì alle ispezioni Aiea nei siti nucleari

Intanto secondo quanto ha dichiarato Ali Larijani, segretario del Consiglio superiore per la sicurezza, gli ispettori dell'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, potranno ispezionare i siti nucleari dell'Iran. "Per dimostrare che l'Iran non è alla ricerca di armi nucleari, permetteremo agli ispettori dell'Aiea di ispezionare i nostri siti nucleari, anche quelli che si trovano nel sottosuolo e sulle montagne'', ha affermato, ribadendo tuttavia che "la questione missilistica riguarda la sicurezza nazionale dell'Iran e non negozieremo su questo''.

''I negoziati devono essere equi, significativi e privi di tattiche dilatorie'', ha aggiunto mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è arrivato a Ginevra, dove domani si terranno colloqui con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. La delegazione americana sarà guidata dall'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e dal consigliere di Donald Trump Jared Kushner.

In un post su X il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che "la sottomissione alle minacce non è sul tavolo dei negoziati''. Araghchi a Ginevra incontrerà ''insieme agli esperti nucleari, Rafael Mariano Grossi'', il direttore generale dell'Aiea. Sarà ''una discussione tecnica approfondita'', ha affermato. Il ministro degli Esteri iraniano ha poi annunciato un incontro con il capo della diplomazia dell'Oman, Badr Albusaidi, ''in vista dell'incontro diplomatico con gli Stati Uniti di martedì'', domani, nei quali Muscat sta svolgendo un ruolo di mediazione. ''Sono a Ginevra con idee concrete per raggiungere un accordo giusto ed equo. Ciò che non è sul tavolo: la sottomissione prima delle minacce'', ha affermato il capo della diplomazia iraniana.

Da parte sua Grossi ha dichiarato di aver avuto ''colloqui approfonditi'' con Araghchi. "Ho appena completato approfondite discussioni tecniche" con Araghchi "in preparazione degli importanti negoziati previsti per domani a Ginevra", ha scritto in un post su X.

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