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Ischia, Simoncini: "Stop compromessi, tutela suolo con i 21 mld del condono di 38 anni fa"

29 novembre 2022 | 11.01
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L'ingegnere: "Legge varata decenni fa ma ancora non sono state lavorate oltre 4,5 mln di istanze eppure questi soldi oggi potrebbero servire per la sicurezza dell'Italia"

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L'ingegnere Sandro Simoncini

La legge sul condono edilizio "è stata varata da quasi trentotto anni a causa dell’impossibilità dei vari governi di arginare il fenomeno dell’abusivismo" e "la legittimazione e l’evasione delle domande di condono, presentate da decenni e ancora ferme nei Comuni, non deve essere vista come una criticità ma come uno strumento indispensabile per incassare le somme dovute, da utilizzarle per mettere in sicurezza l’intera isola di Ischia". E' l'ingegnere Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale all'Università Uninettuno e presidente di Sogeea, a scandirlo all'indomani della crisi idrogeologica che ha colpito l'isola di Ischia.

Ischia è "un territorio, è bene ricordarlo, che ha peculiarità geologiche e fisiche che lo rendono particolarmente fragile e che è stato sottoposto nel tempo a una sistematica speculazione urbanistica: si è costruito anche là dove leggi e buon senso non lo avrebbero permesso e, in molti casi, lo si è fatto di fretta, utilizzando materiali e tecniche di scarsa qualità e senza prevedere alcun accorgimento antisismico. La frana della scorsa notte non ha fatto altro che evidenziare impietosamente criticità note da sempre" sottolinea l'ingegnere.

Simoncini evidenzia quindi che "i numeri in Italia sono impietosi perché dopo quasi 38 anni devono essere lavorate ancora oltre 4 milioni e mezzo di istanze di condono presentate dai cittadini. Forse, prima di pensare ad altro, bisognerebbe mettere in campo tutte le energie per smaltire il pregresso, possibilmente sfruttando sistemi innovativi che garantiscono rapidità, efficacia e tempistiche certe". Infine, "è indispensabile fare una mappa delle costruzioni e delle zone per individuare le criticità dei territori. All’appello mancano oltre 21 miliari di euro di proventi dai precedenti tre condoni edilizi" e "non si può attendere oltre" indica il presidente di Sogeea che ritiene occorra adesso "prevedere una manovra che consenta di incassare le somme dovute - oblazione, oneri concessori, diritti e danno ambientale - per creare la liquidità necessaria al monitoraggio e alla messa in sicurezza della nostra Italia".

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