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La Cgil stima l'economia sommersa e illegale: "Ogni anno 290 miliardi"

10 marzo 2015 | 15.05
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Studio con Tecnè e il Cer: circa 180-210 miliardi solo dall'economia sommersa e da quella informale mentre le attività illegali, dalla prostituzione all'usura, 'fatturano' tra i 70 e gli 80 mld di euro. Il mancato gettito ammonta a 85-100 mld di euro. La denuncia della Camusso: "Ci raccontanto una ripresa che non c'è"

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L'economia 'in nero', quella che sfugge al fisco, vale da 250 ai 290 miliardi di euro l'anno. Circa 180-210 miliardi solo dall'economia sommersa e da quella informale mentre le attività illegali, dalla prostituzione all'usura, 'fatturano' tra i 70 e gli 80 mld di euro. Il mancato gettito ammonta a 85-100 mld di euro. Un quadro, quello disegnato dalla Fondazione Bruno Trentin insieme al centro studi Tecne' e al Cer, che assegna al Nord la quota evasa maggiore, circa 70-80 mld l'anno, cui segue il Mezzogiorno, 65-75 mld, e il Centro tra i 45-55 mld che sfuggono alla contabilizzazione ufficiale. Tra i settori che alimentano il nero svettano i servizi con una quota che oscilla tra i 125 ed i 135 mld. Fuori dalle statistiche usate dalla Cgil ma non meno esemplificativi i dati particolareggiati sull'economia illegale, in cui sono la prostituzione e la vendita degli stupefacenti a fare la parte del leone con un giro di affari di circa 21-23 mld di euro l'anno. Anche l'usura pesa sulla contabilita nazionale, cui sottrae circa 9-22 mld l'anno mentre la prostituzione si ritaglia circa 12-14 mld; il contrabbando 10-11 mld e i giochi clandestini tra gli 8 e i 10.

Ma quello che emerge è anche un'evasione fatta dalla somma di tante ' piccole' evasioni: secondo i dati Cgil, infatti, il 59% dell'evaso è costituito da attività che non superano il milione di euro. Quanto alle tecnicalità, circa 40-50 mld delle risorse sottratte alla contabilità ufficiale arrivano dal rigonfiamento dei costi di gestione e da false fatturazioni mentre circa 100-110 mld dall'acquisto di beni e servizi legali esercitati da operatori non ufficiali. Tra le conseguenze, oltre alla corruzione e all'inquinamento ambientale, emerge il lavoro nero con un 'esercito' di oltre 3,8 milioni di lavoratori. E a suo modo l'evasione sembra avere i suoi vantaggi: una famiglia che decidesse di rivolgersi interamente a soggetti che evadono il fisco, dal cibo al vestiario, dalla casa alla sanità, potrebbe infatti risparmiare oltre 1000 euro l'anno, più al Nord che nel Mezzogiorno, salvo poi pagare più tasse.

Stando invece ai dati ufficiali cui attinge il Governo, ricorda la Cgil, l'evasione si attesta sui 93 mld di cui 55 di mancato gettito, 14 dei quali recuperabili rendendo più efficaci gli strumenti di contrasto. Risorse queste ultime che se destinate all'economia reale potrebbero ridare fiato al Paese. Orientando infatti 7,3 mld di euro all'estensione del bonus a incapienti e pensionati,infatti, si fornirebbero impulsi alla dinamica dei consumi di circa 1,7 punti mentre destinando 6,7 mld all'ampliamento degli investimenti pubblici si potrebbe preventivare una crescita in 4 anni di circa 150mila nuovi occupati. Per non dire degli effetti sul Pil , che crescerebbe sempre in 4 anni, dell'1,50, e sull'Indebitamento ,-4,5 mld.

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