La quinta legge di bilancio del governo Meloni si inserisce nel solco delle precedenti, concentrando tutte le risorse su quelle che il centrodestra considera le priorità: famiglia, natalità, riduzione delle tasse, tutela del potere d'acquisto, incentivi al lavoro, imprese, salute. Arriva un altro tassello del taglio dell'Irpef per il ceto medio. Viene resa strutturale l'esenzione del bollo auto. C'è il ‘salvadanaio’ previdenziale per i nuovi nati e viene rafforzato il congedo parentale. Viene poi introdotto un premio per i lavoratori under 30 e arriva un voucher da 300 euro per le spese sanitarie degli anziani. E ancora risorse per la sanità, sostegni per le imprese. Questi i ‘titoli’ che si spartiscono le poche risorse disponibili, nel disegno di Legge di Bilancio da circa 26 miliardi di euro approvato dal Consiglio dei ministri, dando il via a un complesso iter parlamentare che dovrà concludersi entro il 31 dicembre. La manovra si muove su un binario ristretto a causa dei vincoli di bilancio europei. Tra le misure principali spicca l'intervento sulle aliquote fiscali, con la rimodulazione dell'Irpef che fissa un'aliquota al 33% fino a 55mila euro di reddito per dare ossigeno al ceto medio. Le coperture più significative derivano dalla revisione della spesa dei ministeri e, soprattutto, da un contributo di solidarietà da 5 miliardi di euro richiesto a banche e assicurazioni, che rappresenta il vero terreno di scontro politico e di mediazione con i mercati.