Oggi all’assemblea di Manageritalia Lazio, il presidente dell’associazione, Tommaso Saso ha sottolineato: "Servono più competenze manageriali per trasformare la crescita economica in nuove opportunità di lavoro"
Nel Lazio il tasso di occupazione tra i 25 e i 34 anni si attesta sul 68,9%, appena lo 0.5% sopra la media italiana (68,4%), e la disoccupazione nella stessa fascia d’età è al 9,4%, contro il 9,5% nazionale. Anche il valore aggiunto per occupato non è lontano dal valore nazionale: indice 106 nell’insieme dell’economia e 110 nel terziario di mercato. Roma guida la regione per occupazione giovanile, ma è solo al 63esimo posto tra le province italiane e al 14esimo per valore aggiunto per occupato. Su questi dati di AstraRicerche (elaborazione dati Istat) si concentra l’attenzione dei manager, donne e uomini abituati a confrontarsi con l’organizzazione del lavoro e il rendimento delle aziende.
“Il Lazio presenta un’economia capace di generare valore, soprattutto nel terziario, ma questa capacità non si traduce ancora in sufficienti opportunità occupazionali per i giovani – osserva Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, durante l’assemblea dell’associazione che si è svolta oggi al Palazzo Sturzo dell’Eur – Questo è un divario che dobbiamo colmare, puntando su formazione, innovazione e competenze manageriali. Le imprese hanno bisogno di strutture organizzative più solide, capaci di attrarre talenti, valorizzare le professionalità e trasformare il potenziale economico del territorio in crescita e occupazione qualificata. Investire nel management significa creare le condizioni per rendere le aziende più competitive e offrire prospettive concrete alle nuove generazioni».
Nel dettaglio, il Lazio è solo 12esima per occupazione dei giovani adulti tra le regioni italiane con un tasso di disoccupazione in linea con questo dato. A parte Viterbo (64esima con il 69,6%) tutte le altre province hanno valori inferiori alla media italiana per occupazione dei 25-34enni, con Rieti al 65,2%, Latina 63,8% e Frosinone 61,3%.
Anche la disoccupazione giovanile evidenzia criticità territoriali. Roma presenta il dato più favorevole, con un tasso dell’8,8%, inferiore alla media nazionale. La situazione peggiora nelle altre province: Viterbo registra il 10,3%, Latina e Frosinone l’11,2%, mentre Rieti raggiunge il 12,5%, il valore più elevato della regione.
Sul fronte del valore aggiunto per occupato, il dato regionale è positivo (106), il sesto più alto d’Italia, e nel terziario di mercato (con esclusione del settore immobiliare) sale a 110, inferiore solo a quello di Trento, Bolzano e Lombardia. Roma è 14esima in Italia nell’insieme dell’economia (110) ma quinta nel terziario di mercato (116); seguono Viterbo e Frosinone (80), Rieti (75) e Latina (75). Il dato riguarda chi lavora nel territorio, compresi i pendolari che ogni giorno raggiungono Roma dalle province vicine.
Nel Lazio operano 21.365 manager, a fronte dei 133.701 presenti complessivamente in Italia. Nelle imprese laziali si contano 1,4 dirigenti ogni 100 lavoratori, un valore superiore alla media nazionale dello 0,9%, ma ancora distante dai livelli di Francia e Spagna, dove il rapporto si colloca tra il 2% e il 3%.
L’Assemblea di Manageritalia Lazio ha dedicato ampio spazio anche al tema della previdenza e delle prospettive pensionistiche, una questione sempre più centrale per il futuro dei lavoratori e delle nuove generazioni. La tavola rotonda “Previdenza: quanto ne sappiamo, cosa ci aspetta”, ha messo a confronto le visioni di Paolo Daprelà, direttore del Patronato 50&Più Enasco – Massimo Fiaschi, segretario generale di Manageritalia e Vincenzo Liso, direttore del Fondo Mario Negri. Un’occasione per approfondire le sfide del sistema previdenziale, il ruolo della previdenza complementare e l’importanza di una maggiore consapevolezza e pianificazione del proprio futuro pensionistico.