Presentato il XXV Rapporto annuale dell'Istituto
Le indennità di accompagnamento rappresentano una componente rilevante delle prestazioni assistenziali erogate dall’Inps e nel 2024 sono state il 77,8% delle prestazioni agli invalidi civili. Sono destinate a soggetti con gravi limitazioni dell’autonomia personale e sono riconosciute indipendentemente dalle condizioni reddituali. E’ quanto si legge nel XXV Rapporto annuale dell’Inps presentato oggi a Roma. Nel periodo 2001-2024, le nuove indennità di accompagnamento per anno di decorrenza mostrano una dinamica articolata. Dopo una fase di crescita fino al 2008, si osserva una riduzione tra il 2009 e il 2011, in concomitanza con interventi di rafforzamento delle verifiche sulle prestazioni di invalidità civile. Negli anni successivi, la dinamica torna a crescere in un quadro demografico caratterizzato dall’aumento della popolazione anziana e molto anziana, con le nuove indennità che passano da circa 300 mila nel 2012 a 395 mila nel 2019.
La dinamica si interrompe nel 2020, in corrispondenza della pandemia e dei rallentamenti nei procedimenti di accertamento medico-legale, per poi riprendere negli anni successivi, fino al picco del 2023, pari a 436 mila nuove indennità. Sotto il profilo demografico, le indennità di accompagnamento si caratterizzano per una marcata prevalenza femminile: le donne rappresentano circa il 60% dei nuovi beneficiari negli anni più recenti, in linea con la loro maggiore presenza nelle età avanzate. Parallelamente, aumenta l’età media alla decorrenza della prestazione, soprattutto tra gli uomini, con una riduzione del differenziale di età tra i sessi: da circa 6 anni nel 2001 a circa 4 anni nel 2024.
L’Assegno di inclusione dalla sua istituzione, ha coinvolto quasi 1 milione di nuclei (2,3 milioni di persone), concentrati nel Mezzogiorno e con importo medio crescente. Nel primo anno della misura il numero di nuclei con almeno un pagamento nell’anno è stato pari a 768 mila e l’importo medio mensile percepito è stato di 616 euro. L’anno successivo il numero di nuclei con almeno un pagamento è salito a 835 mila e l’importo medio mensile percepito è stato di 754 euro. Il numero mensile di nuclei beneficiari Adi a marzo 2026 è pari a 641 mila e l’importo medio erogato è di 680 euro. In oltre la metà dei nuclei è presente un anziano, cioè una persona con almeno 60 anni di età.
Nel corso del tempo, l’importo del Bonus asilo nido è stato progressivamente incrementato (pari a 1.000 euro nel 2017 e 2018 e a 1.500 euro nel 2019) e, a partire dal 2020 (Legge n. 160 del 2019), è stato modulato in funzione dell’Isee minorenni. In questa fase, il contributo - erogato come rimborso delle rette - prevedeva un massimo di 3.000 euro per Isee fino a 25.000 euro, 2.500 euro per Isee compreso tra 25.001 e 40.000 euro e 1.500 euro per Isee superiore a tale soglia o non disponibile.
Con la legge di bilancio per il 2024 (Legge n. 213 del 2023), la misura è stata ulteriormente rafforzata per i figli nati a partire dal 1° gennaio 2024, introducendo la possibilità di accedere a un contributo più elevato a partire dal secondo figlio, a condizione che il nucleo familiare presenti un Isee fino a 40.000 euro e abbia almeno un figlio di età inferiore ai 10 anni. Per queste famiglie, l’importo del Bonus è stato fissato fino a 3.600 euro, mentre resta pari a 1.500 euro per Isee superiori a 40.000 euro o in assenza di un Isee valido. Successivamente, la Legge n. 207 del 2024 (legge di bilancio per il 2025) è intervenuta nuovamente sulla misura: per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, l’incremento del Bonus fino a 3.600 euro (pari a un aumento di 2.100 euro rispetto al livello base) è riconosciuto a tutti i nuclei con Isee fino a 40.000 euro, indipendentemente dalla presenza di altri figli sotto i 10 anni. Restano invece invariati gli importi previsti per i bambini nati prima del 1° gennaio 2024, pari a 3.000, 2.500 e 1.500 euro in funzione delle fasce Isee.
Accanto alle modifiche di natura economica, nel 2025 il quadro normativo è stato ulteriormente definito da interventi di carattere interpretativo e regolamentare. In particolare, è stato chiarito che il Bonus asilo nido può essere riconosciuto, oltre che per la frequenza presso i tradizionali asili nido pubblici e privati, anche per quella a servizi educativi per l’infanzia autorizzati secondo la normativa regionale. Infine, a decorrere dal 1° gennaio 2026, la domanda per accedere al Bonus, se accolta, produce effetti anche per gli anni successivi, previa verifica dei requisiti e prenotazione delle mensilità per ciascun anno solare.
La principale misura di sostegno alle famiglie con figli a carico, l’Assegno unico e universale (Auu), ha erogato, nel 2025, prestazioni per 19,8 miliardi di euro, un livello di spesa sostanzialmente in linea con quello registrato nell’anno precedente. Sul versante dei beneficiari si osserva un lieve ridimensionamento della platea, con una contrazione sia del numero di nuclei familiari raggiunti dalla misura (6,3 milioni, a fronte dei 6,4 milioni del 2024), sia del numero di figli destinatari dell’assegno (circa 10 milioni rispetto ai 10,1 milioni dell’anno precedente). Anche gli importi medi mensili per nucleo risultano stabili, attestandosi in entrambi gli anni su 274 euro, in ragione del contenuto tasso di adeguamento al costo della vita applicato nel 2025, pari a +0,8% per la perequazione degli importi base e delle maggiorazioni, nonché delle fasce Isee.
Il Reddito di libertà ha registrato una partecipazione crescente, segno di una domanda significativa da parte delle donne destinatarie della misura. Le richiedenti che hanno presentato almeno un’istanza sono oggi oltre 11.600, per un totale complessivo di più di 13.600 domande. Complessivamente, il 63% delle donne in possesso dei requisiti ha ottenuto il riconoscimento del contributo. L’andamento temporale delle domande e delle concessioni appare strettamente connesso all’evoluzione degli stanziamenti: l’incremento dei fondi negli ultimi anni ha infatti determinato un aumento delle istanze presentate, confermando il legame diretto tra disponibilità finanziaria e capacità della misura di rispondere alla domanda potenziale.