La Commissione Affari costituzionali della Camera ha avviato l’esame in III fase della proposta di legge di riforma elettorale non senza polemiche emerse durante le sedute in settimana, specie sul meccanismo di voto e sulla bocciatura degli emendamenti 1.1, 1.2 e 1.4. Al centro del dibattito, il nodo dei capilista bloccati e delle preferenze. Le opposizioni hanno denunciato un sistema definito “fittizio”, capace di comprimere l’elettorato passivo e di favorire i partiti maggiori. Critiche accese sono state rivolte anche sul tema dell’aumento delle sottoscrizioni necessarie e sulle pluricandidature, considerate come fattori di incertezza e disaffezione al voto. Di avviso opposto i partiti di maggioranza, specie Fratelli d’Italia, che ha difeso l’impianto della riforma, ricordando che critiche analoghe erano state rivolte al sistema elettorale misto noto come “Rosatellum”, ribadendo la necessità di garantire stabilità ed evitare governi retti su alleanze post-elettorali. Nel corso dei lavori in Commissione, tra l’altro, è stata confermata l’irricevibilità dell’emendamento Magi 1.46. Il seguito dei lavori è in calendario a partire da martedì 29 settembre. La scheda del provvedimento