Addio a Carola Frediani: la giornalista di "Guerre di rete" aveva 51 anni

L'annuncio sul sito da lei fondato: "Un vuoto incolmabile". Lascia il marito Luca e un figlio di 17 anni

Carola Frediani - Guerre di rete
Carola Frediani - Guerre di rete
03 giugno 2026 | 12.30
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È morta oggi, a 51 anni, dopo una lunga malattia, Carola Frediani, giornalista, autrice e una delle voci italiane più autorevoli sui temi della cybersicurezza, della sorveglianza, del cybercrime, della privacy, dei diritti digitali e della geopolitica della Rete. Lascia il marito Luca, sposato da poco, e un figlio di 17 anni. Lo annuncia il sito della sua newsletter "Guerre di rete": "Carola è stata anima e linfa di Guerre di Rete e lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuta in questi anni", si legge in un post.

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Giornalista capace di raccontare la tecnologia senza ridurla a cronaca tecnica, e poi professionista impegnata direttamente nella sicurezza informatica applicata alla protezione di attivisti, giornalisti, organizzazioni e persone esposte a rischi digitali concreti.

Laureata in Letteratura all’Università di Genova, aveva conseguito un master in Italian Literature all’University of Pittsburgh. La sua carriera era iniziata all’agenzia giornalistica e multimediale Totem. Nel 2010 aveva fondato, insieme ad altri colleghi, l’agenzia giornalistica Effecinque. Successivamente aveva lavorato a “La Stampa”, dove si era occupata prima di social media, contribuendo alla costruzione del primo team interno dedicato alla gestione delle piattaforme, come si legge in un articolo a lei dedicato sulla homepage del quotidiano, e poi aveva fatto parte del team Inchieste.

Nel 2018 aveva fondato “Guerre di Rete”, newsletter nata nello stesso anno dell’omonimo libro. Il progetto si è imposto come una delle fonti italiane più seguite e affidabili per comprendere cybersicurezza, cybercrimine, cyberspionaggio, sorveglianza, intelligenza artificiale, politica della Rete e diritti digitali, spesso con un taglio geopolitico.

Ha lavorato nel team di sicurezza globale del Segretariato internazionale di Amnesty International e in seguito nel dipartimento globale di sicurezza informatica di Human Rights Watch.

Frediani ha scritto per numerose testate nazionali e internazionali, tra cui “Wired”, “L’Espresso”, Agi e “Vice”. Tra i suoi libri figurano “Dentro Anonymous”, “Deep Web”, “Guerre di Rete” e “#Cybercrime”. Più di recente aveva pubblicato “L’inganno dell’automa”, uscito nel 2025, dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, cybersicurezza e immaginario dell’automazione.

Nel 2021 aveva ricevuto il Premio giornalistico Arrigo Benedetti e nel 2019 il Premio Galilei per la divulgazione scientifica.

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