Quella Nike indossata dall'ex presidente del Venezuela è quasi sold out, mentre nel 2023 la 'tuta del pentimento' dell'influencer diventò cult durante il 'Pandoro Gate'. Nell’era dei social un capo qualunque si può trasformare in fenomeno e generare acquisti compulsivi
Può una tuta grigia trasformarsi in must-have? Nell'era dei social, la risposta è sì, soprattutto se quell’indumento compare in una foto destinata a circolare ovunque. Succede quando un fermo immagine catturato nel momento giusto entra nell'immaginario collettivo, trasformando un capo qualunque in simbolo pop e scatenando acquisti compulsivi online. È la dinamica che ha portato la Nike Tech Fleece indossata da Nicolás Maduro a esaurirsi in molte taglie dopo che l’ex presidente venezuelano è stato ritratto con questa tenuta durante la cattura, foto poi rilanciata dal profilo Truth di Donald Trump e diventata virale in tutto il mondo.
Una forma di marketing involontario che travolge un capo di abbigliamento e lo spinge in cima alle wishlist. La stessa dinamica era emersa con la tuta di Chiara Ferragni nel 'Pandoro Gate' e in modo ancora più emblematico, con una camicia su Shein associata a un volto deepfake di Luigi Mangione, il 27enne accusato di aver ucciso Brian Thompson, ceo di UnitedHealthcare. Le immagini di Nicolás Maduro in custodia statunitense, hanno colpito l’opinione pubblica per un dettaglio apparentemente secondario: la tuta grigia Nike Tech Fleece. Un indumento comune, riconoscibile, quasi banale, inserito però in un contesto di massima tensione politica.
Quel contrasto ha fatto il resto. Nel giro di poche ore, l’outfit, per un totale poco superiore alle 200 euro, è diventato un meme globale, le ricerche online sono schizzate e il capo è andato esaurito in diversi store e taglie. Anche Google Trends ha registrato un picco anomalo delle ricerche legate alla tuta, con le parole chiave ‘Nike Maduro’, e ‘Nicolas Maduro Nike Tech’.
Un meccanismo simile si era già visto con Chiara Ferragni. Nel video di scuse per il caso del pandoro Balocco del 2023, che ha segnato uno dei momenti più delicati della sua esposizione pubblica, l’influencer appariva con una tuta sobria grigia, lontana dal glamour abituale. Proprio quella scelta, dall'aria dimessa, è diventata parte integrante del racconto mediatico. Ribattezzata online ‘tuta del pentimento’, il capo del brand Laneus, da 600 euro, ha registrato un boom di acquisti, fino al rapido esaurimento delle scorte. Anche in questo caso più che il capo a interessare era il contesto, perché quel video aveva suscitato indignazione, ironia e dibattito.
Sempre nel 2023, in qualche negozio si vendeva il 'Montone di Matteo Messina Denaro', capo simile a quello marrone con l'interno di pelo beige indossato dal latitante durante l'arresto il 16 gennaio 2023. Ancora più emblematico è il caso legato a Shein, dove una camicia messa in vendita da un venditore terzo è finita sotto i riflettori perché associata all’immagine di un modello con le sembianze di Luigi Mangione, probabilmente generate o alterate tramite intelligenza artificiale. L’episodio, rapidamente rimosso dalla piattaforma, ha però avuto un effetto immediato: condivisioni e acquisti impulsivi, fino a rendere il capo quasi introvabile. In tutti i casi, il prodotto è diventato secondario rispetto alla storia che lo accompagnava.