La stilista britannica, fondatrice nel 2007 del marchio omonimo, aveva già lavorato al fianco di Demna per il menswear della maison tra il 2015 e il 2018 ed è la prima donna a capo della maison parigina. A Parigi porta un’estetica che mescola streetwear, musica e ricerca sulle silhouette
Il suo nome circolava da settimane negli ambienti della moda e ora è arrivata la conferma: è Martine Rose a prendere il posto di Pierpaolo Piccioli alla direzione creativa di Balenciaga. Una scelta che riporta la maison del gruppo Kering in una dimensione creativa più vicina a quella degli anni di Demna, ma con una personalità e un percorso indipendenti. La stilista britannica conosce già dall’interno la realtà parigina: tra il 2015 e il 2018 ha lavorato come consulente per il menswear di Balenciaga proprio al fianco di Demna, contribuendo allo sviluppo di una proposta maschile che ha avuto un’influenza significativa sulla moda del decennio, convincendo negli anni non solo gli addetti ai lavori ma anche gli appassionati del settore.
Nata a Croydon, nel sud di Londra, da una famiglia britannico-giamaicana, Rose ha costruito il proprio vocabolario guardando alla città in cui è cresciuta, alle sue comunità e alle culture giovanili che ne attraversano la storia. Prima un percorso alla Camberwell College of Arts, poi gli studi di fashion design alla Middlesex University, dove si è laureata nel 2002. Il suo esordio nel settore passa da Lmnop, una linea di t-shirt realizzata insieme alla stylist Tamara Rothstein. Nel 2007 fonda il marchio che porta il suo nome, inizialmente concentrato sul menswear e diventato negli anni uno dei riferimenti della moda indipendente britannica. Rose si distingue presto per il modo in cui rielabora codici dell’abbigliamento quotidiano, senza separare la ricerca estetica dai riferimenti culturali.
Calcio, rave, club culture, reggae, streetwear e guardaroba working class entrano nelle collezioni insieme a una ricerca sulle proporzioni: tagli baggy, spalle esasperate, volumi portati all’estremo, capi familiari trasformati attraverso costruzioni inattese. La mascolinità è uno dei temi ricorrenti del suo lavoro, affrontata senza aderire a un modello unico e attraverso un continuo scambio tra elementi tradizionalmente maschili e femminili. La capacità di leggere e rielaborare i codici della strada le ha procurato una considerazione particolare tra gli addetti ai lavori.
Rose è inoltre una designer molto apprezzata da una parte influente della scena fashion internazionale, anche per la sua capacità di mantenere un rapporto con la cultura underground, sperimentando sul prodotto. Il suo marchio ha attirato l’attenzione di artisti e musicisti e ha sviluppato collaborazioni con realtà come Nike, Supreme e Clarks. Nel 2023 ha ricevuto il riconoscimento di British Menswear Designer of the Year ai Fashion Awards britannici. La collaborazione con Demna a Balenciaga aveva rappresentato un passaggio importante anche per la crescita del suo marchio: l’esperienza nella maison del gruppo Kering le aveva permesso di consolidare il progetto indipendente e di ampliare la propria rete commerciale.
Oltre alle collezioni, a caratterizzare il suo percorso sono anche le sfilate, spesso presentate in luoghi lontani dai tradizionali spazi della moda e costruite attorno a casting che privilegiano volti, età e fisicità differenti. Una scelta coerente con il suo interesse per le identità e per il modo in cui gli abiti definiscono, ma possono anche mettere in discussione, i codici sociali.
Con il nuovo incarico, che assumerà il 16 novembre prossimo con base a Parigi, Rose affronta per la prima volta la responsabilità creativa di una grande maison internazionale. "È un vero privilegio essere nominata direttrice creativa di Balenciaga, una maison dal patrimonio straordinario e dallo spirito creativo audace" ha detto la stilista. La sua nomina segna anche un passaggio storico: sarà la prima donna a guidare la direzione creativa della maison fondata da Cristóbal Balenciaga. Il compito sarà ora tradurre un linguaggio nato nella scena indipendente londinese nelle dimensioni e nelle responsabilità di una delle principali griffe del lusso. (di Federica Mochi)