La collezione per il prossimo autunno-inverno segna un’evoluzione verso una maggiore concretezza, con capi pensati per persone reali
Per Mordecai la Mongolia è un’esperienza sensoriale. Un viaggio reale e metafisico, che nasce dall’incontro con le popolazioni nomadi locali e con il loro rapporto essenziale con il mondo. Un modo di vivere che diventa ispirazione per raccontare la collezione uomo autunno-inverno 2026/27. Il gesto del 'lasciare andare' diventa un mantra. Così come mettersi nei panni dell’altro, letteralmente e simbolicamente, è il principio che guida la narrazione di Mordecai. In scena, i modelli sono in costante movimento: si spogliano dei capi indossati, li lasciano cadere, altri li raccolgono e li fanno propri. Un ciclo continuo di trasformazione che riflette un’idea di identità fluida e condivisa. Il tutto si svolge su tappeti berberi della galleria d’arte Altai, dalle infinite sfumature di rosso, che amplificano il senso di ritualità e passaggio.
La collezione segna un’evoluzione verso una maggiore concretezza. I capi sono pensati per persone reali, e la componente concettuale viene volutamente ridimensionata a favore della funzionalità. I pezzi si compongono e si scompongono, si attaccano e si staccano, dando vita a veri capi quattro stagioni. È il caso di piumini e peacock, così come degli essenziali del guardaroba maschile, riletti attraverso il linguaggio distintivo di Mordecai. Il denim entra per la prima volta in collezione, declinato in nero, bianco, anche opalescente,e blu slavato. Viene spalmato o trattato per ottenere un effetto marcatamente outerwear. I cotoni sono battuti, cerati e lavati, con un aspetto volutamente 'used', mentre le lane follate e lavate a cesto acquistano una grinta ancora più decisa. Completano la proposta lane inglesi con fantasie tra pied de poule e check, lane cotte e mohair.
Parka e piumini presentano stampe effetto pelliccia, un trompe-l’œil che riporta al centro il rapporto tra uomo e animale. I jacquard tridimensionali aggiungono profondità materica, mentre la pashmina viene utilizzata per pantaloni over e giacche. Il linguaggio military si stempera nel workwear ma resta totalmente Mordecai: colli in pashmina, stacchini in nylon e chiusure ispirate al kimono. La palette cromatica accompagna il racconto con una gamma di sfumature di bianco, avorio, optical, alabastro, off-white, affiancate da beige, sabbia, copper, blu klein, nero e dall’immancabile verde fango.