Ok del Senato alla legge elettorale. Le opposizioni protestano in Aula

21 settembre 2026 | 17.52
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Con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato, in seconda lettura, la riforma della legge elettorale. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera dei deputati per la terza fase dell’iter parlamentare, avviata presso la Commissione Affari costituzionali. Secondo l’impostazione sostenuta dalla maggioranza proponente, il disegno di legge introduce un sistema elettorale orientato a rafforzare la governabilità e a rendere più esplicito, in sede elettorale, il collegamento tra le forze politiche e la proposta di guida del Governo. In particolare, è prevista l’indicazione del candidato alla Presidenza del Consiglio e l’attribuzione di un premio di maggioranza subordinato al raggiungimento del 42% dei voti. Nel corso dell’esame al Senato sono state inoltre introdotte alcune modifiche relative alle modalità di presentazione delle candidature e di espressione del voto: le liste non saranno più interamente bloccate, ma saranno composte da un capolista e da un elenco di sei candidati, tra i quali gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze. Il testo prevede inoltre una soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni di liste e del 3% per le singole liste e stabilisce che le forze politiche indichino nel proprio programma elettorale il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio. Il provvedimento ha registrato una netta contrapposizione tra maggioranza e opposizioni: poco prima della votazione in Aula, alcuni senatori dei gruppi di opposizione hanno manifestato il proprio dissenso mostrando cartelli con la scritta “No alla legge truffa”, esprimendo così la loro contrarietà all’impianto della riforma.
La scheda del provvedimento

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