Il presidente emerito della Corte costituzionale: "Tutto questo clamore non aiuta però il processo di rientro della salma di Umberto II al Pantheon sul quale non credo debbano più esserci ostacoli"
Il volto dell'angelo somigliante a Giorgia Meloni è stato cancellato dall'affresco nella Basilica di San Lorenzo in Lucina "perché negli edifici di gestione e uso religioso non possono esserci immagini diverse ed esterne a finalità di culto. Non persone, anche autorevoli, che non siano santi, o beati, o simili. In caso di volti che si riferiscono a figure che non sono sacre quindi l'Autorità ecclesiastica può ordinare la rimozione". Lo spiega all'Adnkronos Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale e già consigliere generale della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano secondo cui "la rimozione della figura estranea alle finalità di culto è legittima e non costituisce violazione di alcuna norma costituzionale".
Mirabelli, che è stato professore ordinario di Diritto ecclesiastico negli atenei di Parma, Napoli e Roma Tor Vergata spiega: "La Basilica di San Lorenzo in Lucina fa parte del Fondo edifici di culto, facente capo al Ministero dell'Interno italiano. La proprietà della Basilica è infatti dello Stato italiano in quanto nasce dalle leggi eversive ottocentesche del patrimonio ecclesiastico; e i beni imputati allo Stato, vincolati ad una specifica destinazione d'uso, poi furono attribuiti al Fondo con revisione del Concordato lateranense nel 1984", accordo di cui Mirabelli fu protagonista. Ciò vale a dire che l'angelo secondo alcuni assomigliante all'ex premier Giuseppe Conte andrebbe eliminato in quanto viola la destinazione d'uso (luogo di culto)? "Il criterio è che oggi non ci può essere una immagine che non sia sacra, soprattutto se legata alla attualità. Quindi se il volto del'altro angelo rievoca o è il ritratto di Conte andrebbe rimosso".
Perché nei secoli trascorsi invece era possibile raffigurare personaggi 'pubblici' ma non religiosi? "Perché erano solitamente immagini legate alla storia religiosa, ad esempio Costantino, che fa parte del racconto della comparizione della Croce, come elemento che determina il mutamento di convinzione". Nel caso dell'angelo Meloni, l'evocazione nella Cappella della questione ancora aperta in merito alla sepoltura di Umberto II non poteva far rientrare l'affresco in una funzione storico-religiosa? "Il problema delle sepolture è del tutto diverso". E il presidente emerito della Corte costituzionale aggiunge: "Tutto questo clamore non aiuta però il processo di rientro della salma di Umberto II al Pantheon, sul quale non credo debbano più esserci ostacoli perché mi pare che l'espressione monarchica ormai sia deperita e che quindi non ci sia più alcun pericolo per la Repubblica. Piuttosto, mi sembrerebbe logico che se i viventi possono rientrare, i morti non abbiano impedimento. Tanto più che non credo ci sarebbero folle di monarchici che si addensano o rievocano periodi trascorsi". (di Roberta Lanzara)