La premier nel libro di Vespa: "Consapevole che appoggio può avere prezzo politico ma non cambio posizione"
"Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all’Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d’accordo, ma non intendo cambiare posizione". Così Giorgia Meloni nel libro di Bruno Vespa 'Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein', in uscita lunedì 2 novembre da Mondadori-Rai libri.
La presidente del Consiglio afferma: "Perché io non sostengo l’Ucraina semplicemente per gli ucraini. Lo faccio per l’Italia. Un contesto internazionale nel quale vige solo la legge di chi è militarmente più forte non conviene alla nostra Nazione. Non è un’opinione politica, è un dato di fatto. Se noi avessimo consentito una facile conquista dell’Ucraina, siamo sicuri che Mosca si sarebbe fermata, invece di portarsi più avanti, come peraltro è già accaduto in passato? E se avesse attaccato un Paese Nato, cosa avremmo fatto noi, atteso che i Paesi Nato hanno un impegno di difesa reciproca? Avremmo iniziato una guerra o, più semplicemente, avremmo sancito la fine dell’Alleanza atlantica, che ha garantito pace e prosperità all’Europa occidentale mentre l’Est europeo viveva oppresso e in povertà sotto il giogo sovietico? Io sostengo l’Ucraina perché tutti gli altri scenari sono potenzialmente più spaventosi".
“Io penso sia stata una scelta giusta e doverosa, a difesa di una Nazione aggredita e di un ordine internazionale che non può accettare il prevalere della legge del più forte e delle guerre di aggressione - prosegue la premier - La resistenza eroica degli ucraini, con il sostegno fondamentale dell’Occidente, credo abbia dimostrato anche agli scettici che lì c’è un popolo, una storia, un’identità che non vogliono farsi schiacciare. Io lo chiamerei patriottismo e, da donna di destra, non posso che ammirarlo".