Integrazioni e correttivi al nuovo ‘decreto sicurezza’. A proporli è Meritocrazia Italia che chiede "scelte coraggiose, ma anche equilibrate, che sappiano coniugare legalità e inclusione, fermezza e giustizia sociale". "Il governo è pronto a varare nei prossimi giorni un pacchetto di norme denominato 'decreto Sicurezza', articolato in tre grandi sezioni: sicurezza pubblica, immigrazione e protezione internazionale, rafforzamento dell’operatività delle forze di polizia e del ministero dell’Interno - sottolinea Meritocrazia Italia - Una risposta alla percezione di insicurezza diffusa soprattutto nei grandi centri urbani e nelle aree caratterizzate da degrado sociale e marginalità. Certamente ha un peso significativo il recente fatto di cronaca verificatosi a La Spezia, conclusosi con il decesso di uno studente per mano di un coetaneo. Un episodio, neppure isolato, che evidenzia un abbrutimento sociale che va arginato, con l’impegno di tutti".
"Il governo rivendica la necessità di riaffermare la legalità, tutelare la proprietà privata e garantire il controllo del territorio, anche ricorrendo a strumenti straordinari - continua Meritocrazia - L’impiego dei militari nelle città, già attivo da anni, viene confermato come misura di supporto alle forze di polizia; si discute se debbano essere i militari dell’Esercito o piuttosto l’Arma dei Carabinieri a coadiuvare i primi, ma sempre nell’ottica di aumentare la sicurezza nelle città. Anche le nuove norme sugli sgomberi mirano a rendere più rapide ed efficaci le procedure contro le occupazioni senza titolo. Sul fronte migratorio netta è la distinzione tra accoglienza e sicurezza, ponendo l’accento sulla necessità di contrastare l’immigrazione irregolare, accelerare i rimpatri e rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito".
"Viene reintrodotta la procedibilità d’ufficio per il reato di furto aggravato e sono inasprite le pene per il furto in abitazione e per gli scippi; aumentano le sanzioni per il mancato preavviso dei cortei, e, in ipotesi di danneggiamenti durante le manifestazioni, è possibile procedere con l’arresto differito - ricorda Meritocrazia Italia - Il decreto sicurezza interviene anche in materia di violenza minorile e di attività repressiva. È estesa la possibilità per il questore di emettere l’ammonimento nei confronti di minori tra i 12 e i 14 anni in ipotesi di lesioni personali, rissa, violenza privata e minacce commesse con l’uso di armi. Infine, è prevista una responsabilità per i genitori che non esercitano adeguatamente i doveri di controllo. Viene introdotto il divieto di vendita di coltelli e armi da taglio ai minori di 18 anni, anche tramite il web e diviene parimenti vietato portarli con sé".
"Da ultimo, il Viminale e il ministero dell’Istruzione e del Merito stanno vagliando concretamente la necessità di installare metal detector nelle scuole, strumenti palmari e non fissi, che saranno usati saltuariamente facendo intervenire le forze dell’ordine su richiesta dei dirigenti scolastici in accordo con le prefetture. Un intervento che non prevede alcun finanziamento perché polizia e carabinieri sono già dotati di questa strumentazione - sottolinea Meritocrazia Italia - Questo insieme di misure solleva interrogativi rilevanti sul piano sociale, giuridico e istituzionale".
"La gestione degli sgomberi interseca il tema dell’emergenza abitativa e della fragilità economica di migliaia di persone, spesso prive di alternative concrete. Allo stesso modo, il prolungato utilizzo delle Forze Armate in compiti di ordine pubblico solleva una riflessione sul modello di sicurezza che si intende perseguire nel medio-lungo periodo e sul rischio di una normalizzazione di strumenti emergenziali. Anche sul piano migratorio, il bilanciamento tra controllo dei confini, rispetto dei diritti fondamentali e obblighi internazionali resta un nodo centrale del dibattito pubblico e istituzionale", osserva Meritocrazia Italia che ritiene "necessario intervenire, offrendo una lettura che non si limiti alla contrapposizione ideologica, ma che tenga insieme legalità, efficacia delle politiche pubbliche e tutela della dignità della persona". "Il tema della sicurezza non può essere minimizzato né affrontato con superficialità - aggiunge Meritocrazia Italia - Una sicurezza autentica non può essere costruita esclusivamente attraverso l’inasprimento delle norme o il ricorso a misure emergenziali, ma deve poggiare su politiche strutturali, fondate sul merito, sulla competenza amministrativa e sulla responsabilità istituzionale. Del pari, presidiare il territorio non significa semplicemente intensificare la presenza di divise nei luoghi pubblici, ma soprattutto investire nell’istruzione, nella sanità, nell’edilizia pubblica e nei servizi pubblici. Solo l’offerta di servizi aiuta ad abbattere il sistema criminale che invece prospera di fronte all’arretramento della cosa pubblica e della società civile".
In materia di controllo del territorio, Meritocrazia Italia ritiene "fondamentale rafforzare in modo stabile gli organici e i mezzi delle forze di polizia, specie nelle aree più a rischio come le stazioni ferroviarie, investendo su formazione, coordinamento e innovazione tecnologica. L’impiego dei militari può avere un senso come supporto temporaneo in contesti specifici, ma non può diventare la risposta ordinaria a problemi che sono prima di tutto sociali, urbanistici ed economici. Occorre una visione di sicurezza integrata, che coinvolga enti locali, servizi sociali, scuole e realtà del terzo settore, affinché la prevenzione torni ad essere centrale rispetto alla sola repressione".
Sul tema degli sgomberi, Meritocrazia Italia "ribadisce la necessità di tutelare la legalità e i diritti dei proprietari, ma richiama con forza l’attenzione sull’emergenza abitativa che attraversa il Paese. Accelerare gli sgomberi senza un contestuale investimento in politiche abitative rischia di spostare il problema, anziché risolverlo, alimentando nuove sacche di marginalità e insicurezza. È indispensabile un piano nazionale per l’edilizia sociale, il recupero del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato e il sostegno alle famiglie in difficoltà, affinché la legalità non venga percepita come uno strumento punitivo, ma come un elemento di giustizia e coesione".
In tema di immigrazione, Meritocrazia Italia "sostiene la necessità di governare i flussi in modo ordinato e trasparente, contrastando con decisione le reti criminali che sfruttano la disperazione delle persone. Allo stesso tempo, l’immigrazione non può essere letta esclusivamente come un problema di sicurezza. Servono canali legali di ingresso, politiche di integrazione fondate sul lavoro, sulla formazione e sul rispetto delle regole, e una cooperazione internazionale che non si limiti al controllo delle frontiere, ma investa nello sviluppo dei Paesi di origine. I rimpatri possono essere uno strumento legittimo se accompagnati da garanzie giuridiche e da percorsi di reintegrazione, evitando approcci sommari o lesivi dei diritti fondamentali, iniziando dall’immediato sgombero delle aree limitrofe alle stazioni delle grandi città".
Su minori e baby-gang, Meritocrazia Italia ritiene che "le misure previste dal decreto sicurezza non risolvano da sole un fenomeno complesso, e chiede interventi educativi, culturali e territoriali, con: progetti permanenti di inclusione sociale per giovani a rischio (sport, cultura, orientamento); ammonimento del questore solo se accompagnato da un piano di sostegno familiare; sanzioni graduate, applicate solo dopo percorsi di mediazione; reati perseguibili d’ufficio anche per atteggiamenti e comportamenti contra legem eseguiti tramite piattaforme social affiancati da programmi di recupero; creazione di un Osservatorio Nazionale sulle devianze giovanili; allontanamento dei minori stranieri che dovessero reiterare le proprie azioni illegali (accertate giudiziariamente) dal nucleo familiare, disponendone il reinserimento in contesto adeguato; irrigidimento delle sanzioni relative alle prestazioni illegali tramite piattaforme sociale con blocco degli account tramite immissione di dati identificativi personali".
"Anche con riferimento alla recente misura del metal detector, questa dovrebbe essere intesa e attuata come extrema ratio, laddove vi sia un pericolo concreto e attuale - osserva Meritocrazia Italia - certamente dovrebbe essere misura da utilizzare in via temporanea, poiché diversamente il rischio è che l’uso del metal detector si traduca in uno strumento di controllo, incompatibile con la funzione sociale, educativa oltre che di formazione assegnata alla scuola". Sull’uso dei Social network, Meritocrazia Italia richiede: "Controllo e monitoraggio dei social con immediata sospensione delle attività dei profili che inneggiano ad odio, guerre, reputazione personale; applicazione di misure interdittive per chi attiva profili fake; controllo sul riconoscimento della autenticazione della creazione di profili social".
"Non ultimo il tema, attualissimo, della marginalizzazione del rischio di scontri violenti durante le manifestazioni", continua Meritocrazia Italia ribadendo "l’importanza di garantire il diritto a manifestare, ma con modalità rispettose delle Istituzioni e del vivere civile. Esistono già strumenti normativi adeguati a identificare, isolare e punire i responsabili di atti criminali; non servono nuove soluzioni repressive, occorre meglio intervenire sulla prevenzione e sulla minimizzazione degli eventuali danni. Sotto questo profilo, Meritocrazia mostra ferma contrarietà alla proposta di introduzione di un obbligo di cauzione per chi scende in piazza".
"Mettere un prezzo al dissenso sarebbe misura non soltanto incostituzionale e discriminatoria, riportando l’esercizio di un diritto fondamentale alla disponibilità economica, ma, nei fatti, anche inadeguata a risolvere il vero problema, quello dell’infiltrazione di facinorosi ed estremisti - osserva Meritocrazia Italia - Si lavori piuttosto sui piani di sicurezza, con migliore segnalazione delle vie di fuga e senza blocco totale del traffico, e con spiegamento di un numero adeguato di agenti rispetto al numero complessivo di manifestanti potenzialmente coinvolti. Potrebbe essere utile introdurre altresì un monitoraggio preventivo dei partecipanti, come già avviene negli stadi, e l’applicazione di un ‘daspo urbano’, con divieto di partecipazione a futuri eventi a carico di chi si rende responsabile di condotte violente (lancio oggetti, ferimento agenti) durante cortei o piazze o comunque pericolose per la sicurezza pubblica".
Meritocrazia "mostra favore anche per la proposta di fermo preventivo a carico di persone sospettate (ad esempio per essersi presentate in piazza a volto coperto o portando con sé oggetti ritenuti pericolosi) di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e l’incolumità pubblica, trattenendole in questura per un massimo di 24 ore, e chiede la modifica del codice penale con l’introduzione di una aggravante specifica per il reiterato atto contrario alla legge durante le manifestazioni e cortei".
"Utile sarebbe anche un migliore intervento formativo a favore delle forze dell’ordine, che siano in grado di gestire situazioni emergenziali di questo tipo con il giusto controllo emotivo, perché non cadano vittime della concitazione e della tensione del momento ed evitino l’uso di mezzi di contenimento che possono causare lesioni quando, ad esempio, i manifestanti oppongano una resistenza soltanto passiva - osserva - L’uso della forza deve sempre rispettare i principi di legalità, necessità e proporzionalità".
"La sicurezza, per essere credibile e duratura, deve essere costruita su basi solide: competenza amministrativa, programmazione di lungo periodo, rispetto della Costituzione e centralità della persona. Politiche fondate sulla semplificazione o sulla ricerca del consenso immediato rischiano di produrre effetti contrari a quelli dichiarati, acuendo tensioni sociali e sfiducia nelle istituzioni. Mai opportuno è legiferare frettolosamente sulla scia delle suggestioni popolari originate da fatti di cronaca, sia pur esecrabili - conclude Meritocrazia Italia - Per questo si ritiene necessario rivolgere un invito al governo a un confronto serio e basato sui dati, lontano da slogan e contrapposizioni sterili. L’Italia ha bisogno di scelte coraggiose, ma anche equilibrate, che sappiano coniugare legalità e inclusione, fermezza e giustizia sociale".